Oggi è così

Ci sono giorni che non ricordo nemmeno che c’eri. Che respiravi. Che parlavi. Che mi carezzavi le guance, in silenzio, da lontano, senza toccarmi, con quello sguardo da cocker vecchio e stanco che tanto m’inteneriva. Che t’incazzavi. Che m’aiutavi. Che ti facevi aiutare. Che ci si prendeva per il culo. Che sospiravi. Che mi guardavi senza parlare, ma mi parlavi lo stesso. Ci sono giorni che, invece, apro gli occhi e sei con me; sin dal primo istante di luce che squarcia questo immenso cielo pieno di nuvole, fino all’ultimo puntino di inchiostro nero che completa il disegno della notte che mi abbraccia, di nuovo, da sola. Ci sono giorni che sorrido ricordando la tua risata per un buco nel muro, del quale non sapemmo mai spiegarci l’origine. Ci sono giorni che anelo a sentirla veramente. Allora, piango perché non la registrai per tenerla con me, per sempre. Ci sono giorni che una di quelle canzoni che mi spiegavi inciampa davanti al mio cuore. Allora il male dentro m’aggredisce il centro dell’anima. Dolore immenso mi squarcia dentro. Ora, magari, lo sai dove sta l’anima? Ora sai che non si muore e basta? Lo sai dove vanno le nostre risate, le nostre lacrime, le nostre parole, i nostri abbracci, “noi” quando non “siamo” più? Sì, tu lo sai. Ho tante delle tue canzoni. Gli altri pensano che stia meglio, se ascolto la musica. Metto Spotify su “riproduzione casuale” e t’aspetto. T’aspetto perché, da cretina, penso che tu possa parlarmi così. Immagino che ogni canzone sia un tuo messaggio; qualcosa di te che ora non mi puoi dire con gli occhi; che ci provi in altro modo. Tu eri così. Cercavi sempre il modo di fare le cose meglio, di trovare le soluzioni o dare i consigli migliori. E allora non capisco perché mi fai ascoltare Giuni Russo che canta “Un’estate al mare…”. Allora penso che, magari vuoi che stia meglio. Che vada al mare. Che non pianga perché non sei più qua, ma stai da un’altra parte. E allora piango ancora di più.
E poi ci sono giorni che non mi ricordo di te. Quelli, sono i peggiori. Perché fa male, credimi, a non volerti ricordare.

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