Tornare a casa

E poi il destino, indossando vesti inaspettate, bussa alla tua porta e l’unica cosa che puoi fare è aprirla, quella porta. Anche se ti ci stai nascondendo dietro. Anche se mai vorresti uscire fuori e farti baciare dal caldo del sole, dal fresco del vento. Fu così che il Maresciallo Majani, un bel giorno d’aprile, decise d’accettare la proposta di trasferimento da Santa Lucia degli eremiti, in Sicilia, a Santamariammare in Liguria. Sempre di sante si parlava. La differenza non era tanta. Da entrambi i luoghi si poteva vedere il mare. Soprattutto se salivi su, verso l’antico castello del grazioso borgo in provincia di Messina. Il mare del paesino ligure, invece, era visibile dalle colline nelle quali il creatore l’aveva incastonato con leggiadria. L’aveva visto come un segno del destino. Sua nonna Fenicia, che l’aveva cresciuto dopo la morte dei genitori adottivi, era deceduta. Il dolore della perdita l’assaliva giorno e notte. Si rivedeva crescere con la donna che mai gli aveva negato amore. Si rivedeva andare a scuola, mangiare, ridere con lei. I ricordi erano coltellate. Stava troppo male. E non poteva mostrarlo. Coincidenza assurda, poche settimane dopo era arrivata la proposta di trasferimento a Santamariammare, il paese d’origine dell’anziana donna. Era un uomo pragmatico, Daniele Majani. Non credeva ai fantasmi o cose simili. Credeva nell’ineluttabilità delle cose. Credeva nel fatto che succede quello che deve succedere perché siamo noi a prendere le decisioni che riteniamo migliori. Così, a quarantasei anni, decise di tornare da dove veniva perché anche quello era importante. Volenti o nolenti, pensava Majani, tutti torniamo sempre da dove siamo venuti. Sapeva d’essere nato e d’essere stato adottato a Santamariammare ma, stranamente, non c’era mai andato. ‘Ragion di più per tornarci’ pensò. Celibe e felice di esserlo, questo era il momento. Paura tanta. Dubbi, pure. Certezze, nessuna. Sentiva, però, di doverlo fare. Doveva. E capì d’aver fatto la scelta giusta quando arrivò in Liguria e vide le colline intorno a Santamariammare il cui terreno argilloso si scioglieva declinando nell’azzurro delle onde furiose e libere. Arrivato in piazza, il comitato d’accoglienza, capitanato da don Ignazio, il parroco del paese, lo fece sentire a casa invitandolo subito a cena. Il cibo unisce, sempre.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...