Il grano sotto le ginocchia

In mezzo alla classe ci stava un braciere dal quale usciva puzza di incenso. La Maestra lo smuoveva a tratti. Ogni tanto ne usciva un po’ di vapore, che riscaldava poco. Non ricordo chi, aggiungeva le braci. La scuola elementare era fredda. Tutte le classi, in realtà, erano fredde. All’ora di merenda, ci davano la rosetta di pane con il pezzo di cioccolata al latte. Quello era l’unico momento buono della giornata. Tutto il resto era pura merda. Lo mangiavo anche se il cioccolato mi ha sempre fatto schifo. Sì, lo so, non sono normale. Dimmi qualcosa che non so. Ma il fatto è che, a volte, necessitiamo di cose dolci anche se non sono il nostro tipo di dolcezza. Soprattutto se la realtà non ci garba. Quante inutili ore trascorse a fare quelle merdosissime cornicette. Che pure ora, porcaputtana, te le so fare; soprattutto quelle con l’intreccio a tre righe. E ricordo pure le ore passate dietro la lavagna, con il grano sotto le ginocchia e le mani dietro la testa, cercando di stare in equilibrio. Quando mi alzavo, mi rimaneva il grano conficcato nelle ginocchia. Strano, non ricordo più perché mi puniva. Era la punizione preferita della Maestra, assieme alla: “per un peccatore, penitenza maggiore”. Tutti con le mani stese. E se uno aveva fatto qualcosa, tutti ci beccavamo 10 frustate di righello sui piccoli palmi con le righe della vita e dell’amore che ancora non s’erano palesate. Ah, le gioie degli anni ’70. Mavvaffanculovà.

La Maestra era CATTIVA. Dopo quasi 60 anni, tanti anni, troppi anni, alla fine, ce lo possiamo dire. Morta e buona. Era cattiva e basta. Che tutti i suoi parenti e pure suo marito (se mai ne ha avuto uno), naturalmente, non la penseranno allo stesso modo, ma non è un problema. Chissenefrega. Lo dico e lo ridico. CATTIVA, CATTIVA, CATTIVA. Le maestre non dovrebbero essere cattive. Le maestre dovrebbero proteggerci dai cattivi. CATTIVA. Però, ripensandoci, mentre sento quel bulletto diciassettenne che boxa rabbiosamente nel garage, ascoltando Eminem sparato a mille in tutto il quartiere e nessuno ha il coraggio di dirglielo… un po’ di grano sotto alle ginocchia, a lui tanto male magari non farebbe proprio, và.

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