Tassì, tassì

Gli piaceva l’Austerity. Non sapeva cosa fosse e che la causa era il petrolio che mancava. Era una bambino, poco gliene fregava dei sacrifici. A Santamariammare, la domenica, subito dopo il Braccobaldo Show, lui, suo padre e Carla, pedalavano fino all’autostrada e si divertivano a camminare proprio in mezzo alle due corsie perché le macchine non circolavano. Qualche volta si sdraiavano a terra, ad ammirare il cielo terso e gli uccelli che volavano. Altre volte facevano saltarella tra i paracarri di cemento. Suo padre diceva che perfino il presidente non poteva andare in macchina. Ridevano. Cantavano la canzone di quel francese che cercava un tassì. “Taxi, taxi, il mio amore è finito lììììììì”, urlavano a squarciagola. Ci voleva un po’, ad arrivare all’autostrada, ma il divertimento era assicurato e nulla sarebbe mai successo, perché papà era là. Per le cose belle, a volte, non devi andare lontano o spendere tanto. Basta la fantasia. Un giorno, di ritorno da uno di questi giri, suo padre disse loro di non entrare in casa; di aspettare; che non era il momento di entrare; non ancora. Faceva freddo. Lui e Carla si sedettero sulla panca, nell’aia. Guardavano le galline beccare gli ultimi rimasugli di granone che mamma aveva sparso la mattina. Poco dopo, uscì la signora che faceva nascere i bambini. Non aveva una faccia allegra. Pure lui, che aveva sorriso sentendo la porta aprirsi, s’intristì improvvisamente, senza sapere perché. La signora si strinse nervosamente il cappotto al petto e quasi corse via mentre i capelli grigi le sfuggivano dal cappello di panno floscio. Chiese a voce alta: “Ora possiamo entrare, papà?”. La porta cigolò. Chiese loro di aspettare. Doveva fare una telefonata. Richiuse la porta.

Appoggiò il naso sul davanzale, tra il geranio sfiorito e la menta profumata. Brutta cosa, la curiosità. Papà stava lavando un ferro da calza molto, molto lentamente. Sul tavolo c’erano delle pezze macchiate di rosso. Papà sedette accanto al telefono. Infilò il dito in tre numeri nella rotella che, anche lei, girò molto lentamente. Tirò su col naso. “Buonasera, mia moglie si è fatta male. Molto male. E’ morta.”

Aveva 54 anni. Su Rai Storia stavano parlando dei bei tempi dell’Austerity. Cambiò canale

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