La girandola

Ho comprato una girandola, per me, oggi. Che a 55 anni, una girandola, al massimo, la dovresti comprare per i tuoi nipotini o per scacciare i piccioni. Io l’ho comprata per me. Perchè è bella. Perché la volevo da tanto. Una girandola. Adoro le girandole. Adoro quelle doppie e anche quelle triple. Quelle che quando il vento ci soffia, girano mischiando i colori talmente tanto che la luce non sa quale direzione prendere. Amo i colori delle girandole. Amo pensare che ci sia qualcosa che non vedo che muove qualcos’altro che vedo, invece. Amo pensare che quel qualcosa che non vedo riesca a creare qualcosa di talmente bello da farmi sorridere, nonostante tutto. E quando si ferma, che il vento mica può andare sempre, mi spiace un po’, lo sai? È come se mi svegliassi malvolentieri, ovviamente, da un sogno bellissimo perché il vicino ha iniziato a trapanare il muro. Forse le girandole ipnotizzano le persone. Chissà chi ha creato per primo una girandola, sulla terra. Chissà chi l’ha venduta per prima, una girandola, sulla terra. Chissà chi è stato il primo bambino che se ne è innamorato. Ma ai bambini piacciono davvero le girandole? Hai mai visto quei semi degli alberi elicoidali? A Milano, in autunno, si vedono volare giù per le strade di San Siro. Girano, girano, girano come delle piccole girandole vegetali. Una volta ero nel prato di Trenno e ne ho viste a centinaia, spostarsi in massa, con le sferzate del vento verso i campi appena concimati. Mi sono detta: “Che spreco”. Ogni seme sarebbe potuto diventare un albero e, invece, andava a cascare nel letame che, come diceva d’Andrè, certo, può far fiorire le rose (o qualcosa di simile, credo…) ma, sempre letame è, no? E poi, chissà se il contadino davvero gli avrebbe lasciato la possibilità di crescere, fossero mai germogliati. Che, a certi semi, non viene data la possibilità di germogliare, lo sappiamo. A me, davvero, ogni volta che mangio qualcosa coi semi, viene male a buttarli. Che io ci tengo, a tutti i semi. E mò, mi chiedo ‘sta cosa: ma come cazzo ho fatto ad arrivare alla merda e ai semi sprecati, partendo da poetiche girandole?

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