Questioni di tette

Gli mandò un sms per dirgli che le erano cresciute le tette di tre taglie, in un mese. SMS, sì… che Uozzàp, Istagràm, Feisbùk e tutte quelle merdate non esistevano ancora. Solo le tette, però, sottolineò. Che se uno legge che una seconda diventa quinta nel giro di un mese, può benissimo immaginare che pure il resto s’è allargato. L’obiettivo era: sms sexy con ammiccamento propenso a serata sexy da passare con tuo marito, rassicurando, al contempo, che il resto del corpo rimaneva da Pin Up. Che, certo, lei è una figa, e meglio di lei non c’è nessuno, pure nell’ingrassaggio ormonale, chetticredi? Almeno, così ha pensato per qualche anno. Ora, guardandosi allo specchio, vede che è stato un lento, progressivo, inarrestabile decadimento. Cade tutto, porcaputtana, dai quaranta in poi. Cascano le tette, cascano le palle quando ti dicono che non è vero, che basta tenersi. Tenersi a ’sto cazzo, certo. Hai voglia a fare la figa. Tanto, chemmefregammè di fare gli esercizi per rassodare il seno, quando l’uomo ce l’ho già? Embè… dirai. Già… E così si ritrova ora, vent’anni dopo, con le tette che sembrano due calzini da tennis, taglia 43, appena usciti dalla lavatrice; spaiati perfino. Perché pure questa è la sfiga: una tetta, soda oppure no, sempre diversa dall’altra continua a sembrare… ’st’infame. Sta ascoltando L-O-V-E di Gregory Porter. Dice che l’amore si gioca in due. Due… Come le sue enormi, molli tette che, senza reggiseno, s’afflosciano totalmente, a coprire punto vita, porcaputtana. Ma tu sei un marito romantico. L’ami comunque, follemente. Gliel’hai sempre detto. E non gliel’hai mai fatto pesare. Per questo lei ti adora. Stasera, dopo cena, si vestirà da infermiera e fingerà di curarti. Sarà bellissimo, vedrai. L’età non conta. Voi vi amate davvero. Ora è davanti a te, con ’sto completino da infermiera, calze a rete, rossetto, eccitata… Si appoggia allo stipite del salotto per farsi vedere. Tu stai guardando Fazio. Giri la testa e… Oh, il tuo sguardo di marito innamorato. Il tuo sguardo dice tutto: vero amore. Lei fa un passo avanti e tu dici, ruttando leggermente, con la mano sulla panza: «Tesoro, ho la pizza sullo stomaco, facciamo n’altra volta?»… Passo indietro… Mavvaffanculovà.

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