Oltre

Da qualche parte c’è un altro NOI. Lo sappiamo. E facciamo finta di niente. SAPPIAMO CON CERTEZZA che oltre quel velo sottilissimo che fingiamo di non vedere, che è davanti a noi in qualsiasi momento della nostra vita, si cela un NOI che sta compiendo atti che QUA abbiamo deciso di non compiere. Un altro NOI che ama, odia, ride, uccide, cucina, combatte, partorisce, violenta, lavora, nasce, vive e muore tutte quelle volte che noi QUA non l’abbiamo fatto. E quell’altro NOI LO SA, come noi. Sa che oltre quella leggera coltre che si cela davanti al loro ogni giorno, ci siamo NOI. E allora, ecco che, a 15 anni, ho dato il primo bacio a Roberto Gullo (marò che cotta… per anni… chiedo perdono, signora Gullo, per tutte le volte che ho chiamato e messo giù, sperando fosse suo figlio a rispondere.) E allora, ecco che l’esame della patente l’ho passato subito e non due mesi dopo. E allora, ecco che nel 1985 da quel treno che andava a Caselle non sono scesa per tornare, impaurita – a casa – come una codarda da tre soldi, ma sono arrivata a Londra e sono diventata la gran figa che volevo diventare. E allora, ecco che quella sera che la pioggia scivolava leggera sulla luce arancione dei lampioni di Kensington High Street, io non sono rimasta alla finestra, impassibile, a guardarti piangere, appoggiato a uno di quei lampioni. Mi hai aspettato non so quante ore, appoggiato a quel lampione, guardando in su, mentre io, col cuore glassato di gelida indifferenza, pensavo fossi stupidamente immaturo. Oltre quel velo, invece, come nel migliore dei film romantici, in quell’altro IO che stava alla finestra, qualcosa è cliccato, collegandosi al cuore, mormorando: “Samir… ” e ha sussultato, con un singulto, precipitandosi giù per le scale ricoperte di putrida moquette, sorridendo e piangendo, al contempo. Tu, non vedendola più alla finestra, hai pensato che fosse andata via per sempre e ti sei avviato verso Brompton Road, disperato. Dopo qualche passo, però, hai sentito una porta aprirsi e il tuo nome che veniva urlato nel vento. Mi piace pensare che, ora… io e te, oltre la coltre, si sia, nonostante tutto, felici.

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