Parole

Inavvertitamente. Succede sempre così. Qualcuno m’ha rammentato d’un poeta che era il tuo preferito. Che io, di poesie degli altri, poco m’interessavo, prima di conoscerti. Ho sempre scritto le mie. Ho sempre cercato di incatenare i miei sentimenti ai versi, fregandomene di apprendere dalle parole ed emozioni degli altri. In questo sono egoista, lo so. E me ne fotto. Ne ho già così tanto delle mie, di emozioni, attraverso le quali partorire la mia anima, quotidianamente. Sì, leggo, ma poi dimentico. Le poesie degli altri le trovo noiose. Conoscevo i romantici inglesi, sì… prima che tu condividessi quella poesia con me, ma rimanevo comunque concentrata sulle mie. Da ragazzina vinsi perfino un premio. Quella, invece… Dicevi che era la tua preferita, che parlava di te, del tuo cuore che non riusciva a dire le cose TUE con parole SUE. Son passati così tanti anni. L’ho cercata. Non so come… l’ho trovata. Non ricordavo le parole. Nemmeno una. Ricordavo solo che m’avevi parlato del poeta. L’ho cercato su Google ed ecco le copertine. Me ne è balzata davanti una e… ho sentito l’odore della pioggia, di notte. Avevo dimenticato. Avevo dimenticato d’aver messo quel libro nello scaffale delle poesie. Eh, già… mò c’ho pure lo scaffale, delle poesie. Avevo dimenticato che l’avevamo comprato assieme, quel libro. Che mi incazzai (e quando mai) perché volevi pagare tu e non te lo permisi. Che io sono una che non si fa pagare. E così l’ho riletta. Non ricordavo le parole. Non sono le solite parole, anzi. Come ho potuto dimenticarla? Ognuno di quei silenziosi lemmi sei tu. Ora che ti cerco, in qualsiasi cosa mi circondi, come ho fatto a non ricordare questa poesia? La leggo, mentre ondate di gratitudine rotolano tra le pieghe del mio cuore e della mia anima, saggiandola. La leggo mentre ricordo la tua voce che me la spiega. La leggo. Non ricordo se era già la tua preferita o se l’è diventata dopo che m’hai conosciuto. Non è importante. Non ricordo il quando, come, o perché; ricordo che parla per te, per il tuo cuore. Che mi insegnasti a comprenderne le parole strane. Che sono felice e grata d’averti VISSUTO; comunque e sempre.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...