L’insalata

Devi conoscere la ricetta dell’insalata che fa innamorare, figlia mia. Ti potrà servire. Con quest’insalata conquistai tua madre quando, ormai, nessuna speranza avevo di potermi svegliare per il resto della mia vita accanto a lei. Amare, sappilo, non è come nei film. L’avevo persa, per sempre. Perchè? Per una cazzata. È sempre così. Una cazzata. Noi uomini, sai, facciamo cose strane (anche voi donne, però…). Se anche v’amiamo follemente, siamo così codardi e vigliacchi da non volerci impegnare perché pensiamo di perdere chissà quale strano potere. Amare davvero, sai, è cosa da gente con le palle. Ammettere d’amare, invece, è cosa da gente con le palle QUADRATE. Quale potere? Non so. Quello d’essere MASCHIO suppongo. Non scrollare la testa, ti prego. Non perderti nel labirinto del giudizio. Cammina con me, ti prego. Pensavo che se mi fossi inginocchiato e l’avessi implorata, lei avrebbe riso di me per sfregio, per dispetto. Che voi donne, sai, siete vendicative. Certo… non l’ammetterete mai, ma è così. Ero disperato. L’avevo delusa. Avevo mancato di rispetto. Possedevo la scontata forza della gioventù che vibrava nelle mie membra; la sciocca sfrontatezza degli occhi che brillano d’astuzia. Così pensai di fare un’insalata per “parlarle”. Leggenda narra che, se cucini qualcosa col cuore, chi la mangia “sentirà” i tuoi sentimenti. Dunque, ecco la ricetta: rucola venata d’amaro sentimento e folle disperazione, verdi germogli di valeriana a mitigare il dolore dell’imminente addio, grani lucenti di melograno rosso come il sangue che ribolliva nelle mie vene per lei, il pizzicore del pepe rosa sulle papille della mia lingua che bramava la sua, il profumo dolce degli spicchi d’arancio che mi ricordavano la sua pelle, la solida sensazione di futuro condiviso spezzando i gherigli di noce, la saliva calda che scende giù per la gola centellinando la polvere di senape, l’aspro contrasto della speranza delusa infusa nei pezzetti di mela verde. Mi raccomando, figlia mia, condisci solo con olio d’oliva amalgamato al succo delle arance e dei melograni. Non usare il sale. Che non va bene perché è un cristallo che blocca. Deve sentire il tuo cuore. Gliela servii. Al primo boccone, disse nulla. Poi, si alzò, prese il telefono e chiamò l’avvocato per disdire l’appuntamento.

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