Con tutto il cuore

Maffiàni era stanco. Lontani erano i giorni del Maggio misericordioso di Santamariammare, quando organizzava il “rosario con delitto” assieme a Don Ignazio. La sera, dopo ogni rosario, qualcuno moriva per finta. Lui accorreva, cercando di risolvere il caso con gli astanti che avevano pregato in chiesa. Chi scopriva il colpevole vinceva 3 bottigliette d’acqua di Lourdes e 5 rosari di legno di rosa. Quella sera pioveva. Tanto. Era novembre. Mesedimmerda. La gente faceva le cose più stronze a novembre. Chissà perché. Forse per il 2 novembre? O forse perché qualcuno faceva riti magici il 31 ottobre? Macchécazzonesapevalui… Si lisciò i baffi a manubrio. Tutti lo pigliavano per il culo. A 45 anni, nel ventesimo secolo, chi li portava? Lui! E vabbene così, cazzo! Che spettegolaio, ‘sto paese! Ora, davanti a lui, c’era questa signorina bella normale. Normale, sì. Che, nei film, le attrici sono fighe bellissime, siedono davanti all’investigatore, aprono le cosce facendo vedere che non hanno mutandine. Questa no. Questa era normale. Alta normale, occhi normali, capelli normali, cosce normali (che non aveva aperto), normali pure le mutande, probabilmente. Tutto normale. Non era normale, però, quello che aveva fatto. S’era presentata in caserma poco prima. Gentilmente aveva chiesto di vedere il maresciallo. Maffiàni l’aveva fatta entrare. S’era accomodata. Si sentiva un profumo strano d’ammoniaca misto a Chanel n. 5. Conosceva Chanel n. 5 perché… vabbè, erano cazzi suoi. Lo conosceva e basta. Lentamente, aveva poggiato davanti a lui una vecchia scatola gialla di biscotti Plasmon. L’aveva aperta sussurrando: “Mi spiace”. L’odore di ammoniaca addolcito dalle note olfattive di bergamotto, rosa, gelsomino e neroli investì le narici di Maffiàni. Il coperchio si rivoltò sulla scrivania rivelando un cuore umano grondante di sangue. Maffiàni scattò in piedi, rovesciando la poltrona, con le mani in alto. Sembrava gli avessero puntato un bazooka. “Ecchéccazzo, signorina!”. Mai gli era successo. Tremava per lo spavento. Si risedette, toccando la pistola sotto la giacca. Riuscì a chiudere la scatola. La guardò senza parlare. Lei tirò su col naso. “Non mi voleva, maresciallo. Che potevo fare? L’ho fatto perché l’amavo, capisce?”. No, non capiva. Proprio no. Fu allora che rimpianse con tutto il suo, di cuore, le sere del rosario con delitto.

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