Questo…

Ingozzarmi di panna montata anche se sono allergica; che poi mi viene la nausea, ma me la sono goduta come una castagna che sta felice dentro al suo riccio, durante la prima nevicata, perché non è stata raccolta. I ciccioli di maiale fritti nel loro grasso, con la carne secca e croccante, mangiati uno ad uno, accoccolata sul divano mentre sorseggio un bel bicchiere di Primitivo di Manduria. Svaccarmi nel letto come l’uomo Vitruviano, alle 2 di mattina, dopo essermi fatta una maratona del miei film preferiti, sospirando felice perché Rick Deckard s’è finalmente scopato Rachael sbattendola contro la porta. Il mare, sempre. Suonare la chitarra scrivendo canzoni melanconiche con lo stesso giro di Do che ascolterò solo io. Parlare con le mie centosessantacinque piante che ingolfano ‘sti tre balconi. Ballare nuda Give it up, lasciando la finestra aperta che, tanto, poco me ne fotte. Dare lo stecchino di carne secca ai miei due cani che, oramai, si sono arresi e non mi vengono più a svegliare la mattina. Camminare d’inverno nel mare ghiacciato, a piedi nudi. Fare l’amore. Comprare cazzate su Amazon perché chi lo sapeva ch’esisteva la frusta di bambù per fare il macha?! Scoreggiare, quel poco che basta, mentre ascolto Keith Evans, per rendermi conto che era una “bastarda liquida” e correre al cesso per togliermi i leggings lordati, ridendo come una pazza perché non è possibile che a sessantanni, mi faccia ancora fregare dalle infime “bastarde liquide”. Leggere Il canone del té pensando che la vita è stupenda assai. Cospargermi d’olio d’argan e Chanel n. 5 dopo il bagno. Fare pompini appassionatamente. Creare segnalibri con le perline per chi amo. Cucinare mischiando tutto il possibile facendo venire fuori cose gustosissime. Suonare il bawu durante la pausa pranzo. Svegliarmi con la netta sensazione di essere stata su un altro fottutissimo pianeta e non ricordarmi nulla. Stringermi forte a te, mentre ti ficco la lingua in bocca, baciandoti così ardentemente che, poi, scoppiamo a ridere come pazzi, perché ci manca il respiro. Scompigliarmi i capelli o schiacciarmi i punti bianchi sulle tette mentre faccio una telefonata e mettere sul muto perché, solo al pensiero, schiatto a ridere. Tutto questo io amo di me.

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