Le scarpe

Nessuno indossava scarpe. Solo quando si usciva. Davanti ad ogni portone ce n’era un paio per ogni inquilino, ma nessuno era veramente tuo. Era il paio di tutti. Quando uscivi, le indossavi e camminavi. Erano scarpe speciali che si avvolgevano intorno ai piedi, dipendentemente dalla tua misura, e che andavano bene con qualsiasi vestito tu indossassi. Arrivato a destinazione le lasciavi fuori sapendo che, uscendo, ne avresti trovato un altro. Sanfyene, un’inquilina del 35 di Rue d’Hussary, uscì pensando che aveva bisogno del “cammino extra”. Sì, era arrivato il momento. Ogni cittadino possedeva un token con 3 bottoni detti “cammino extra”. Se non sapevi che strada intraprendere, in quale direzione volgere il tuo cuore, la tua vita, le tue azioni, una volta schiacciato il bottone, le scarpe ti avrebbero portato dove era giusto, per la tua anima, che tu fossi in quel momento della tua vita. Aveva 45 anni. Aveva, scioccamente, già usato i primi due bottoni. Come tutti i giovani, aveva usato il primo per ribellarsi e scappare da chi, saggiamente, le dava consigli cercando di evitarle dolore e lacrime. Ma dolore e lacrime non si possono evitare. Ci arrivò solo più velocemente. A 30 anni aveva usato il secondo bottone perché pensava d’aver sofferto abbastanza senza avere un marito e una famiglia tutta sua d’amare. Schiacciò il bottone, indossò le scarpe che la portarono in un’altra città, dove si sposò e visse per 15 anni una vita incredibile d’amore, odio, figli e tutto il resto. Quella mattina s’era svegliata perché non sapeva davvero cosa fare di se stessa. Voleva andare avanti, ma non sapeva dove. Voleva fare il giusto, per tornare a sorridere, ma non riusciva a discernere tra il bene e il male. Non poteva più aspettare. Voleva smettere di guardare il sole attraverso quel velo di desolazione e tormento. Con la valigia in mano, schiacciò il bottone, indossò le scarpe e chiuse gli occhi. Sentì il familiare senso di vertigine. Le sembrò di levitare. Pochi attimi dopo, i tacchi toccarono terra. Aprì gli occhi. Sospirò annuendo. Si tolse le scarpe. Varcò la soglia. Suo marito l’accolse con finta gioia. Non importa dove tu andrai; dolore e lacrime non potrai evitarli mai.

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