Naso contro naso

Ha preso l’autobus che portava da Borgo Val Taro a Varese Ligure di prima mattina. Poi è tornata indietro in serata. La gente non sa che esiste una Varese Ligure come esiste una Milano Marittima. Ma che gli prende mai a questi che danno i nomi alle città? Non hanno la fantasia di trovarne di nuovi? Cosa mai ci vorrà? Pigri anche in questo, gli esseri umani. Arrivata davanti alla casa del vecchio bussa per educazione, ma è già dentro senza manco aspettare. Lui è a letto e lo vede subito perché lo stanzone illuminato dal sole caldo del pomeriggio, profumato di naftalina e medicine è in realtà una camera da letto. La governante le si avvicina con gli occhi colmi di lacrime. Lei sorride gentilmente. Fa cenno all’anziana d’andare pure. Baderà lei al vecchio per qualche ora. Chissà se è vero che chi è in coma sente quello che gli si dice. Vabbè, prova a parlargli, non si sa mai: «Ciao nonno.» Gli prende la mano e la stringe forte. Lo guarda bene da vicino. Accosta il proprio naso a quello del vecchio. Bizzarro. Non pensiamo mai a quando qualcuno, un giorno, potrà mettere il naso contro il nostro e non potremo farci nulla perché saremo vecchi, paralizzati, sfiancati dalla malattia, inconsci. Da forti non pensiamo mai che potremo diventare deboli. Lei sorride pensando a quando lui era grande, energico e lei, bambina, credeva fosse la persona più bella della sua vita. Gli osserva la giugulare pensando che la prima guerra mondiale iniziò perché uccisero l’arciduca Franceso D’Asburgo sparandogli direttamente là. Fu un caso, secondo lei. Sospira. Avvolge amorevolmente il collo del vecchio con entrambe le mani pensando che certe persone poi, da buone diventano cattive. Succede. Fa una smorfia tirando via il naso dal viso dell’uomo. Fa passare qualcosa da una mano all’altra, toccando i peli della nuca sudata. Poi riporta le mani davanti, sul collo e annoda il filo di seta proprio sul caldo pomo d’Adamo. Inspirando lentamente inizia a stringere. Bisogna stare attenti, quando si stringono i fili di seta. Perché la giugulare, se non la copri con qualcosa, poi il sangue spruzza come nei film d’orrore e ti sporchi tutta.

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