Bianchina

È stato amore a prima vista. Sei una donna decisa. Tua mamma oggi t’ha detto che sei TERRIBILE. Che nessuno ti ferma quando vuoi qualcosa. Che non tieni la bocca chiusa nemmeno se te la cuciono. Che nelle tue battaglie non fai prigionieri perchè non t’interessa essere clemente o avere pesi. Le hai riso in faccia e hai risposto: sì, è vero e sei andata al mare. A me piaci così. Mi piace quando decidi tu dove dobbiamo andare. Mi piace che comandi tu, che guidi tu, che decidi tu quale strada prendere, che mi dai qualche pacca, di tanto in tanto, chiamandomi per nome e dicendo che sono incredibile. Prima di te, non avevo avuto nessuno che mi trattasse come fai tu. Era una vita di mille padroni sconosciuti che s’approfittavano di me nella maniera più viscida ed egoista. Mi prendevano, mi usavano, mi spompavano, mi lasciavano. Ero nata così e pensavo di morire così. Sola. Loro m’usavano, io mi lasciavo usare. E per quanto cercassi di migliorare le mie performance, mai che nessuno di loro m’avesse voluta tenere. Poi l’età avanzata, la mancanza di appeal, il mio essere anonima, ha fatto sì nessuno più mi volesse. E così m’hanno abbandonata in un luogo tetro e oscuro, in attesa del passo finale; dell’oblìo totale. M’ero arresa. Poi, quell’uomo crudele ti ha chiesto di scegliere tra me e altre. Oh, le altre… Loro sì che erano belle. Lui ci descriveva. Ti ha detto quanti anni avevamo, cos’avevamo fatto, di chi eravamo state. Tu, lentamente, una per una, ci hai valutate, ci hai soppesato. Lo sapevo che non m’avresti scelta. Invece, quando lui ha detto: “Signora, questa è una ex-noleggio, forse è meglio di no. Non ha mai avuto padrone. Ha troppi chilometri. La carrozzeria non è al meglio. Ne ho un’altra bianca con gli interni migliori. Perchè proprio questa?”. Sorridendo hai risposto: “Perchè ho un gatto che è nato con la gamba rotta che mi vomita sul letto ogni giorno perché ha un’ulcera congenita. Perché questa macchina ha la targa con il 666 e io sono una strega. Perchè mi spiace che non abbia mai avuto un padrone, ok?”… “Ok”… e da allora, sgommiamo felici.

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