Profumi

Padre Ignazio, sgomento, si fece il segno della croce. “E chi l’ha detto che è stata uccisa?!” Maffiàni si accomodò lentamente sulla panca della canonica. “La scientifica l’ha detto, Ignà. Ho fatto analizzare i resti solo per un proforma. Tutti davano per scontato che si fosse persa tornando a casa, quella notte, e che fosse caduta in uno dei burroni del Prelice, sulla strada per Santamariammare. Invece, hanno scoperto lesioni causate da qualcosa tipo ascia sulle ossa di Maria che Pinìn ha ritrovato andando a funghi. M’è arrivata la mail stamattina. È evidente che il corpo sia stato sezionato. Non si sa se è stata la causa della morte oppure no. Dobbiamo investigare. I resti devono essere analizzati nuovamente. Sono venuto a riprendermela. Fuori c’è l’appuntato. Per favore, apri la bara e dammi la cassetta.” Il prete non ne aveva nemmanco lontanamente l’intenzione. Maria meritava un giusto, onorevole funerale. La gente doveva sapere che era stata una buona persona. Eppoi… s’era già immaginato la predica: il peccato originale, la bontà della donna, l’abbandono della società cattiva… e via discorrendo. “No, non è possibile. Sicuramente saranno stati gli animali ad azzannarla. Su per il monte Prelice c’è pieno di lupi! Tu lo sai, Daniele! Che perdete tempo a fare?!” Maffiàni si alzò di scatto. Tre falcate lo avvicinarono a Padre Ignazio. Curvandosi lungo i pochi centimetri di differenza d’altezza, in silenzio, gli occhi azzurro ghiaccio fissarono quelli neri, cocciuti, attraverso i 10 centimetri d’aria che li separavano… tanto che il maresciallo potè distinguere, con piacevole sorpresa, le note agrumate del profumo che il prete spruzzava velocemente sul corpo, la mattina, dopo la doccia. Un sibilo saettò attraverso l’aria. Padre Ignazio, paralizzato, percepì le parole, profumate di caffè e sambuca che Maffiàni aveva appena bevuto al bar Stella, poggiarsi delicatamente sul suo viso mentre venivano sussurrate: “Ignà, da quando in qua io ti dico quale lettura fare durante la liturgìa? O, magari, sai qualcosa di queste ferite, amico mio?”. Il prete rimbalzò indietro come s’avesse preso la scossa. Maffiàni sfoderò un sorriso sardonicamente compiaciuto mentre Don Ignazio cercava di riprendere fiato. “Maresciallo, evita illazioni o ti faccio scomunicare!” Gli piaceva sfruculiarlo… tanto. Lo metteva di buon umore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...