Alien

All’ultimo piano tutto si faceva, nulla si vedeva. Aveva appena partorito. Parto cesareo. Stupendo, avevano detto le amiche. Così non dovrai soffrire. Lei, invece, ne aveva pianto giorno e notte. Quel piccolo alieno che le aveva succhiato la linfa per nove mesi aveva deciso di rimanere in posizione podalica. Il ginecologo le aveva detto che sarebbe stato necessario fare il cesareo. Sai quante donne avrebbero dato l’anima per un’epidurale che portava via il dolore? Lei no. Lei voleva soffrire. Aveva 40 anni e non avrebbe partorito mai più in questa vita, lo sapeva. Voleva soffrire, voleva espellere quell’essere che le aveva fatto compagnia, così intimamente come nessuno avrebbe fatto mai più, con un gesto catartico. E invece, no. Così, col cazzo che non aveva sofferto. Col cazzo che l’epidurale faceva bene. Soffrì due volte di più. I punti della sutura la faceva impazzire dal dolore, mentre l’utero cercava di tornare ad una misura “normale”. Il dolore del taglio era insopportabile. Per settimane intere. Poi, la cosa peggiore: se partorisci in maniera temporalmente consona al tuo corpo, naturalmente, gli ormoni fanno il loro percorso e tu, forse, non ne soffri. Col cesareo, da un momento all’altro ti trovi dalle stelle alle stalle. E fu così che se la prese nel culo. Depressione post-partum. A nessuno lo poteva dire. Non aveva famiglia. Il marito era già tanto se sapeva di essere al mondo. E si ritrovò, una bella mattina di settembre, sul terrazzo dell’ultimo piano, col figlio di un mese in braccio… a pensare quale sarebbe stata la posizione migliore, buttandosi, affinché morissero entrambi e nessuno dei due sopravvivesse. Lo teneva stretto, ironia della vita, mentre si sporgeva dal balcone per cercare di capire se doveva fare un salto o salire su una sedia e poi lanciarsi. E come si doveva girare? Si doveva girare, mentre cascava? Era vero che la testa è la parte del corpo che pesa di più? Perciò avrebbero sbattuto le teste entrambi e sarebbero morti? E se fosse passata una macchina e li avrebbe bloccati? Doveva farlo di notte, che non passavano auto? Ansimò, sudò, sbuffò… “Pure ammazzarsi non è un cazzo facile” pensò. Ed è per questo che sei ancora vivo.

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