Nebbia benefica

L’autostrada, come un lucido nastro nero, si snodava in mezzo alle risaie allagate. Improvvisamente, tra il sole che stava sorgendo prepotentemente e la notte che, come una puttana sulla via del ritorno a casa – dopo una lunga notte di lavoro – fuggiva in preda alla stanchezza, gli si parò davanti un banco di nebbia fitto come le maglie di una Tshirt bianca di Fruit Of the Loom. Non vedeva nulla. Era arrabbiato. Doveva andare dal nutrizionista per una dieta. Pesava 165 chili. Nessun commento. Bastava quello per far sì che sguardi impietosi lo relegassero crudelmente nell’angolo più oscuro del peggiore dei bar di Caracas. Rallentò istintivamente, continuando a guidare. La salute, dicevano. Poco gliene fregava della salute. Quella, per lui, era salute. Sua moglie l’aveva obbligato ad andare. L’aveva odiata tanto quanto, per dispetto, s’era abbuffato di più. Quella, era salute. Quella sensazione di incommensurabile soddisfazione che gli attraversava lo stomaco per arrivare dritta al cervello nell’esatto momento in cui assaporava il primo dei 10 Magnum giornalieri. Quella percezione di dolce che, in punta di piedi, s’impastava sulla punta della lingua per allargarsi poi nelle guance e scivolare via, con la saliva, giù per la gola lasciandolo agonizzante in attesa del prossimo morso. Il pizzicore, come una scossa elettrica, del glutammato di sodio avvolto intorno ai Fonzies che faceva sciogliere mentre ballavano sulle bramanti papille gustative… La soddisfazione di essersi, finalmente, RIEMPITO, COLMATO DI QUALCOSA CHE ADORAVA. Maledì mentalmente la moglie. Nulla era paragonabile a quei godimenti. La nebbia si diradò improvvisamente. Sorpreso, si ritrovò nel centro di una piazza. Frenò di colpo, frastornato. Non era possibile. Poco prima era sull’autostrada. Ora si trovava in questa piazza medioevale, soleggiata. E la macchina era pure entrata in un parcheggio! Tirò giù il finestrino. Le narici accolsero con gioia il dolce profumo di pasticceria che inondava la piazza. Solo in quel momento si rese conto di non aver notato che TUTTE le persone che passeggiavano intorno a lui erano gravemente obese. Alcune arrancavano da sole, tra un sanpietrino e l’altro. Altre venivano trascinate faticosamente da persone “meno obese” su carrellini di legno. Si avviò verso la pasticceria, dimentico della sua vita precedente. A ognuno la sua.

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