Dio è un salice

Allungò pigramente uno dei tralci sotto la luna piena avvolgendolo intorno alla ringhiera. Le lunghe foglie color verde smeraldo sventolarono gentilmente, arrendendosi al volere del vento caldo della notte che le sospingeva verso la finestra. Non era facile. Era la prima volta che ci provava ma, sicuramente, ci sarebbe riuscito. Parola di salice piangente. C’era quel bambino, nel condominio, che piangeva ogni sacrosanta notte, da almeno 3 anni. Lui, allora, da vecchio salice che era, aveva chiesto il permesso a Madre Terra d’intervenire. I salici, si sa, non vivono più di 70/75 anni e lui, facendo astutamente leva sulla sua prossima dipartita, le aveva chiesto di potersi esprimere in tutta la sua potenza (senza farsi notare, ovviamente!), per infiltrarsi nell’appartamento della portineria, al piano terra, e cullare quel ninno di 4 anni che, ogni pomeriggio girava intorno a lui con la biciclettina sorretta dalle 2 rotelline, ridendo e urlando di gioia mentre la mamma s’accomodava sui gradini della portineria per tenerlo d’occhio. La giovane donna aveva delle occhiaie profonde. A volte zoppicava. Probabilmente era perché inciampava spesso su quei gradini, a correre avanti e indietro per pulire il palazzo. E poi l’aveva sentita parlare al telefono con l’egiziano, padrone della pizzeria dove, la sera, per raccimolare qualche soldo, faceva la cameriera. Al primo tralcio se ne aggiunsero altre decine, fino a creare una bellissima treccia che, già se l’immaginava, avrebbe avvolto il bimbo in un fresco abbraccio per farlo addormentare, magari solleticandolo con le sue gemme che tra poco sarebbero appassite. Il pianto era diventato irrefrenabile, ormai. Forse la mamma non accorreva perché era troppo stanca. Con le prime foglie che s’erano addentrate nella cameretta poteva “vedere” il pavimento, oltre la zanzariera. Inarcò il tronco, nerboruto e gagliardo nonostante l’età, per estendersi più che poteva. Si bloccò all’istante. Un uomo stava facendo qualcosa a quel bambino che bello non era. Proprio NO. Le radici quasi scattarono fuori dal terreno, dalla rabbia. Diede ordine ai tralci intrecciati, vibranti della sua immane forza, di fare ciò che doveva essere fatto IMMEDIATAMENTE. Poi cullò il piccolo fino a farlo addormentare. Al ritorno dalla pizzeria, la giovane donna trovò il compagno morto, accanto al lettino. Grata, ringraziò Dio, piangendo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...