Fuori tema

Come quando la Franceloni diede il tema: “Descriviti nel 2020”. Lei scrisse un papiro lungo 3 fogli protocolli inveendo contro la società materialistica e noncurante che, 40 anni dopo, secondo lei, avrebbe respirato l’aria del 2020. La prof le diede un 5 perché: “Si, si… lodevole quello che hai scritto, e anche bene, ma sei andata fuori tema.” Se lo ricordò fino alla morte. Fuori tema. Stava davanti alla bara della figlia. Non avrebbe voluto farle il funerale, ma c’era tanta gente che voleva salutarla un’ultima volta. Morire prima dei propri figli è. Non c’è aggettivo. È. L’aveva temuto da sempre. Forse l’aveva fatto succedere, a forza di temerlo? Forse era scritto? Forse checcazzo? Guardava quella bara che tra poco sarebbe bruciata e… si sentiva fuori tema. Piangere, no. Sbattersi per terra come una tarantolata, no. Fare nulla, no. Fuori tema. Questo si sentiva. Quella cosa che le aveva spinto i piedini contro la vescica, quando era stata dentro di lei, ora era un cadavere d’adulto dentro una lucida bara, davanti a lei. La gente veniva a dirle cose che le arrivavano alle orecchie, ma non al cuore. Ce l’aveva ancora un cuore? Fuori tema. Chiuse gli occhi. Barcollò, immaginando d’essere un treno che usciva dai binari per catapultarsi su nel cielo. “Mamma, siamo sopra la Terra!!” aveva esclamato la prima volta che erano andate in aereo. Quanto l’aveva amata, allora? Quanto l’aveva amata tutte le altre vite precedenti ch’erano state assieme? Quanto male aveva fatto a chissàchi, in quelle vite precedenti, per avere una sola figlia e per vederla andar via prima di lei? S’alzò e incominciò a camminare verso l’uscita. Qualcuno cercò di trattenerla. Se la sentiva addosso. La sentiva che le diceva: “Mamma, andiamocene da qua. Non sono nella bara. Io sto qua, accanto a te.” Continuò a camminare, per tanti anni. Mai si fermò. A volte qualcuno la rifocillava. A volte qualcuno le dava un giaciglio. A volte qualcuno le dava dei vestiti nuovi. Nessuno le fece mai del male. Arrivata alla Pagoda di Shwe Bone Pwint, a Taunggyi, si fermò. Si accomodò per terra e la vide andarle incontro. Sorrise, spirando gioiosamente, perché, finalmente, non si sentiva più fuori tema.

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