L’alba

Ai lati della finestra penzolavano rami d’edera selvatica. Se ne intravedevano, a tratti, le foglie lucide di rugiada mattutina. Immobile, a letto, guardava oltre le imposte di legno accostate. La luce e il cigolìo dell’alba che si apprestava a fargli vivere un nuovo giorno lo facevano sentire in pace col mondo, o quasi. C’erano pensieri che lo tormentavano. Alcuni li lasciava passare, altri no. Gli altri venivano debitamente messi in fila e poi, arrivati alla cassa, li rimandava indietro, inesorabilmente. Comandava lui o no? Dei resti di Maria poco si sarebbe potuto fare, anni prima. Ora, invece, questione di settimane e poi, sperandinddio, sarebbe riuscito a capire chi l’aveva uccisa. La reazione di Padre Ignazio l’aveva sorpreso. Cosa gli nascondeva? Si conoscevano da tanti anni. Perché voleva celebrare il funerale di Maria così in fretta? Che gli era mai preso? Una prostituta e un prete… troppe volte erano stati soggetti di film e libri di terza categoria. Sperava davvero non fosse questo il caso. Sarebbe stato lo scandalo di Santamariammare. Sospirò, svaccandosi ancora di più sotto le lenzuola di lino. Adorava distendere le cosce pelose contro la trama fitta del morbido tessuto. Improvvisamente, proprio mentre teneva la guardia bassa, uno dei pensieri ribelli saltò la fila e scappò via, senza nemmeno pagare. Si sentì addosso le note agrumate del profumo di Padre Ignazio che l’avevano paralizzato per un istante qualche giorno prima, davanti al prete, mentre gli parlava. Quattro battiti. Il cuore gli mancò di quattro battiti. Lo aveva sentito chiaramente. S’incazzò sbuffando, voltandosi di scatto a prendere il cellulare per vedere l’ora. Poi, di nuovo, un altro pensiero ribelle, seguì il primo, senza nemmeno che lo potesse bloccare. Questo saltò fila, cassa e perfino porta del supermercato… l’infame! Che gli piaceva sfruculiarlo, e di brutto, se n’era accorto da maggio, quando avevano organizzato assieme i rosari con delitto improvvisato. L’aveva preso in giro per un po’, quando gliel’aveva chiesto. Il prete aveva messo su un broncio pseudo-incazzato offeso e lui non aveva resistito, ridendo, per contro, senza vergogna quando Padre Ignazio l’aveva minacciato, per l’ennesima volta, di scomunicarlo. Lui l’aveva calmato accordandogli il permesso ma… da allora, sereno dentro non era più stato tanto.

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