La spesa

Il commesso le guardava stranito. Com’era possibile che le due vecchiette che aveva davanti non sapessero che la frutta, prima di portarla in cassa, bisognava pesarla per poterla pagare? Le vecchiette erano la sua dannazione. Quelle maledette controllavano lo scontrino fino all’ultimo centesimo e, se c’era un errore, gridavano al complotto economico accusandolo. Una delle due dice: “Irene, te l’avevo detto che non andavano al pezzo, testa di siluro!” L’altra le sibila livida, irata e tremante: “Felicina, vedi di far poco la saccente che pure tu, stai qua, ora a far la figura barbina con me.” Poi si gira verso il cassiere, cambiando così subitaneamente faccia ed espressione che lui quasi indietreggia dalla paura. Viso d’angelo ottantenne gli chiede dolcemente e mellifluamente: “Caro, non è che, magari, facciamo un prezzo a forfè? Sai cos’è il forfè? Un prezzo così, per chiudere la cassa, dai…”. Il povero cristo spiega che non è possibile. Le due litigano per qualche altro secondo e, quando si rendono che chi sta in fila dietro di loro si sta inalberando, mollano la presa e vanno via, senza la spesa. Fuori, Felicina prende la sorella per braccio e le dice: “Irene, mi sa che abbiamo fatto una grossa cagata a scappare dall’ospizio. Mica lo sapevo ch’era così difficile. Forse sarebbe meglio tornare a Santamariammare, che dici?” Irene, magra come un chiodo, capelli bianchi raccolti in un morbido chignon risponde tranquilla: “Nessun problema, Feli. Purtroppo noi siamo sempre state servite e riverite e certe cose da plebe non le conosciamo. Non possiamo tornare più però. Lo sai cosa succederebbe, se tornassimo, ora che hanno trovato i resti di Maria, vero? Andiamo a mangiare al ristorante tra un po’, dai…” S’accomodarono su una panchina. I soldi, li avevano. Il posto dove vivere, almeno per ora, pure. Dovevano assolutamente nascondersi. Sapevano che i carabinieri stava indagando sul caso. L’avevano letto sull’Eco della Riviera. La settimana prima, vedendo la foto di Maria, quasi erano morte dallo spavento. Ci sono cose, nella vita, che non si dimenticano mai. Quegli occhi allegri incorniciati dalle parrucche ricce erano una di quelle.

A Santamariammare, intanto, la direttrice dell’ospizio a 5 stelle, Miramare, denunciava a Maffiàni la scomparsa delle 2 fuggitive.

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