Il rivolo

Solo in quel momento capì che nulla poteva essere più bello di quel rivolo, alla fine. Che i rivoli sono belli proprio ed unicamente nel momento in cui vengono ad essere… per poi magicamente scomparire. Tanto bello che perfino 40 anni dopo avrebbe continuato a sorridere, ripensandoci. S’era ritrovata in quella camera, al primo piano d’una tipica casa inglese, una gelida notte del periodo della recessione degli anni ottanta. La condivideva di nascosto con altri 4 inquilini. Il padrone di casa non doveva sapere ch’erano così tanti. Quegli amici gentili le avevano offerto un tetto, per quanto “poco ufficiale”. Non si poteva lamentare. Meglio che morire assiderata, con la neve che, da pochi giorni, aveva ammantato la città. Di giorno lavorava a singhiozzo, facendo silver service. Di sera, apparendo e scomparendo tra le pieghe del buio dell’inverno londinese, sgaiattolava su per le scale prima che il proprietario, un anziano giamaicano che viveva al piano terra, se ne rendesse conto. Gli altri inquilini lavoravano di notte. La camera, perciò, per il proprietario, di notte era vuota. Per questo l’aveva affittata. Lei, dunque, non poteva lavarsi o fare pipì quando gli altri non c’erano. Il freddo stimola la vescica. Non c’è niente da fare. Il freddo è malefico. Soprattutto se non puoi muoverti per riscaldarti perché le case inglesi sono fatte di legno e tutto scricchiola. Aveva cenato sul letto, senza muoversi. Fish & Chips e gazzosa che aveva bevuto dal bicchierone da una pinta che aveva rubato al pub. God save la gazzosa… Ma ora DOVEVA fare la pipì. E fu così che creò uno dei più bei ricordi della sua vita. Decise d’essere temeraria. Incanalò il suo quasi-mezzo-litro di pipì nella pinta di vetro trasparente, accovacciata sul letto. Poi il grande quesito. La risposta arrivò quasi subito. Di desperatio, virtude. Sorrise. Molto lentamente tirò su la finestra con gl’infissi a croce. Poi, sempre lentamente, fece scorrere il giallognolo, bollente, fisiologico liquido giù per la sporgenza del tetto sottostante, coperto di neve. Un etereo vapore si sprigionò dal manto nevato quando il ghiaccio incontrò il liquido, creando il famoso rivolo. Gli echi della sua risata, nelle notti di luna piena, si sentono ancora in Blythe Road.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...