Quando, quando…

Quando sarà finito tutto questo, te lo prometto, faremo cose stupende. Quando sarà finito tutto questo, te lo prometto, ti porto a Parigi. Che a me Parigi fa cacare, ma va bene lo stesso. Che fa figo dire che stai andando a Parigi, se qualcuno ti chiede dove stai andando, mentre esci di casa. Sì, fa più figo che dire che stai andando a Londra, a quanto sembra. Mah… Quando sarà finito tutto questo, te lo prometto, ti porto a mangiare gli spaghetti ai frutti di mare a Portofino. Che conosco uno che, una volta, ci portò la ragazza che gli piaceva, ma a bere il té, però. Che a Portofino che cose costano, lo so, ma lui, però, la portò da Milano, vuoi mettere? La invitò a prendere il tè, dopo il lavoro. L’andò a prendere in via Kuliscioff, a Corsico. S’era fatto bello. S’era pure cambiato la cintura, lui che portava la stessa cintura bicolore da mille anni. Lei, invece, era appena uscita dall’ufficio. E datosi che non ci stava ancora assieme, pensò che fosse un maniaco che la voleva violentare perché, invece di fermarsi ad un qualsiasi bar di Milano, senza dirle niente, prese l’autostrada per Genova. Lei, spaventata, cercò di calcolare la velocità massima utile per aprire la portiera e fiondarsi fuori dalla Ritmo, zozza come la morte, che il tizio guidava, senza morire ammazzata. Poi si sposarono… ma quella è un’altra storia. È davvero bello, non credi?, quando sorprendi gli altri amorevolmente solo per vedere il sorriso gioioso e incredulo sul loro viso. Adoro le belle sorprese. Già… come quella volta che ti portai a Sorrento d’inverno. Non c’era nessuno in quell’albergo strafighissimo. Solo noi due. E chi se la dimentica più la tua espressione di pura gioia, a ritrovarci a cenare davanti al golfo, mentre gusti con puro ed annichilente piacere quel piatto di risotto con castagne del Sannio, funghi porcini e salsicce? Il cuoco non ci volle dare la ricetta, maledettallui… Ma non fa niente. A me è rimasto nel cuore il tuo sorriso che andava da qua all’eternità. Quando sarà finito tutto questo, te lo prometto, non lo dirò mai più che la vita è una merda

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