Tièmp bell ‘e ‘na vota

Certe schifezze lui non le fa. Un camorrista vero certe cose non le fa. Contrabbando di sigarette, sì. Vendere l’oro falso, sì. Prestare soldi a tassi da strozzini, sì. Truffare vendendo merce scaduta, sì. Farsi pagare per ogni voto fatto dare “gentilmente” a questo o a quel partito, sì. Rubare, eccerto, pure quello chetticredi. Anzi, da là s’inizia. S’inizia dal fatto che vedi una cosa e non la puoi avere. S’inizia dal fatto che gli altri ce l’hanno e tu no. E allora è proprio quello il momento in cui devi scegliere se per quella cosa ti vuoi rompere il culo a lavorare e sudare, prima d’averla (forse), oppure no. Ma non solo per quella cosa. Per tutte le cose, nella vita. Devi decidere che strada prendere. Se vuoi sfruttare gli altri e le cose degli altri, per averla quella cosa e tutte le altre cose che vorrai. Lui ha scelto la via breve. Almeno, così sembrava, all’inizio. A lui così è andato di fare e ha fatto. Degli altri se ne fotte. E fosse mai. Altrimenti come farebbe ad essere rispettato? Ma certe cose no. Certe cose come spacciare droga, nossignore. Sono dannose. Fanno male al corpo. La gente muore con la droga, checcazzo. La droga, lui, no. Mai. Lui è un uomo d’onore. Lui non ammazza laggente (sì, con 2 g). Lui è uno della Camorra con la C maiuscola, guagliò. Stasera gliel’hanno proposto e ha capito che non sono più i tempi d’una volta. Che l’onore s’è fottuto. Se l’hanno chiesto a lui, allora, vuol dire che l’hanno già chiesto a tutti gli altri. Lui, l’ultimo, “l’onesto camorrista”. No, la droga no. Che la droga uccide. Marò… io no. Va a letto. Ma prima d’iniziare a russare cerca di ricordare cos’era quella cosa che non poteva avere. Quella cosa che voleva senza rompersi il culo a lavorare per averla. E inizia a ricordare, andando indietro. Che il fumo uccide. Che alla prima rapina morì Tonino. Che quella signora ch’aveva truffato si suicidò. Che il ministro fu ammazzato. Che quel negoziante di via Toledo dovette chiudere. Non ricordò la cosa che voleva all’inizio. Vide solo un’immagine: mani che s’insanguinano senza toccarlo, il sangue.

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