“Gli altri”

Coltello a destra. Forchetta a sinistra. Rassettare davanti al coperto. Rassicurarsi che il bicchiere non abbia aloni. Ogni volta che ti accomodi fai ‘sta cosa. Un cameriere come me, certe cose le nota. Ho lavorato in posti che avevano così tante stelle da non poterle contare e in posti che, se ci fosse andata l’ASL, avrebbero scoperto una nuova malattia infettiva. Alla fine, sono arrivato qua. La via di mezzo. La posizione finale. Alla fine, c’è sempre la via di mezzo, credimi. Alla fine, dopo 100 e -100, arriva lo zero. Questo è il momento migliore. È il momento di fare bilanci; decidere se davvero quello che hai è quello che vuoi. La maggior parte di noi scopre d’aver fatto tutto il contrario di quello che voleva fare davvero. “Gli altri”, invece, continuano a dirsi, mentendo, che è quello che volevano davvero. Vieni qua in pausa pranzo. Chissà in quale ufficio lavori. Cinquantanni, all’incirca. Sempre da solo. I clienti “da soli” mi rattristano. Mi specchio nella loro malinconia. Mi vedo tornare a casa ogni sera: nemmeno un cane ad accogliermi, scodinzolando. Vi ammazzerei tutti. E invece no. Invece ti propongo il piatto del giorno e tu, puntualmente, mi dici che vuoi l’insalatona nizzarda. Ma il tuo intestino non s’è ancora ribellato a questa mischia francesca pseudo-dimagrante? Sembra di no. Oppure, pure tu, come “gli altri” menti a te stesso e ti dici che è un piatto salutare? Massì, ma chemmenefregammé. Io sono solo il cameriere. Oggi sei in anticipo. Pure io sono appena arrivato, che oggi inizio alle 12. Sei il primo cliente. Continui a guardare il cellulare con aria ansiosa che quasi metti in agitazione pure me. Ma io ho quasi 65 anni; non posso permettermi di stare in malattia, che qua lavoro in nero. Quando ti chiedo se vuoi il piatto del giorno, mi rispondi “sì”. ‘Stavolta mi preoccupi, impiegato, molto. Ti chiedo conferma, fosse mai c’ho capito male. Mi rispondi: “sì”. Oddio! Allora può succedere! Allora la vita può cambiare! E piatto del giorno sia. Urlo, sorridendo, alla cucina: un piatto del giorno! Irina toglie la pellicola alla ciotola di vetro trasparente e mi sbatte sul bancone un’insalatona nizzarda. Mavvaffanculo impiegato, và.

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