Già prima

Doveva uscire dal parcheggio ma non lo fece. Accostò l’auto alla sbarra, spense il motore e cercò di capire cosa l’avesse fatta fermare proprio là, proprio in quel momento. Nulla. Vuoto assoluto. Chissà s’era successo così anche a quel genio che aveva fatto fare il buco al tappo della Bic per salvare la vita della gente. C’era un signore che chiedeva la carità, davanti all’entrata del supermercato. Vedeva solo la mano bianca e magra tesa, null’altro. Le venne in mente Djamel. Lo chiamò al telefono. Sapeva che doveva chiamarlo. Nemmeno il tempo di fargli dire pronto? “Senti, mi dici com’è che si diventa musulmani? Voglio dire, c’è un battesimo? Una cerimonia? Qualcosa di simile? Chi si vuole convertire, che fa?”. Per un momento lui non capì. Lei non amava i convenevoli. Lui si. E vabbè. “Niente” rispose lui “basta che dicano 3 volte di seguito la Shahada, te l’ho già detto. Perché me lo chiedi ancora?”. Aveva letto il Corano. Le piaceva quello che c’era scritto. La gente che giudicava, condannava i credenti pensando rappresentassero il Corano. Nulla di più sbagliato. L’ignoranza è una brutta bestia. Avesse mai dovuto scegliere una religione, beh, quella avrebbe scelto. Nonostante fosse stata mezza catechista, avesse fatto di tutto per diventare missionaria laica, pregasse col rosario tutte le sere e fosse stata una orgogliosissima figlia di Maria Ausiliatrice. Poi, era arrivato lui. Musulmano quel tanto che bastava per farti venir voglia di conoscerla ‘sta religione odiata da tutti. E via… Ora era là, in silenzio. Le chiese: “Vuoi sapere come si pronuncia?” Non ci pensò nemmeno un attimo: “Sì, per favore.” Lo sentì sospirare brevemente, spostarsi per tirarsi su e accomodarsi meglio nel letto. Alle prime parole che lui disse, lei ripetè senza timore alcuno. Alla fine della terza ripetizione lui disse: “Congratulazioni, ora sei musulmana.” “No, lo ero già prima”, rispose. Mise giù il telefono guardandosi intorno. Il sole di quell’ozioso, caldo sabato milanese sembrava brillare più di prima. Il mendicante era sparito. Qualche mese dopo buttarono giù tutto. Quell’angolo di parcheggio sparì per sempre, sotto i calcinacci nuovi antisismici. Ora, ogni volta che ci va a fare la spesa, sorride felice, perché lei già lo era prima.

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