Cronistoria nicotinica

A 7 anni fumò la prima sigaretta. Rubò il pacchetto di Nazionali senza filtro al padre che le contrabbandava. Le fumò col fratello più giovane di 2 anni. Finirono il pacchetto inalando nicotina, segatura e tutto il resto appresso. Non ricordava molto di quell’esperienza, a parte il paliatòne che fece loro la madre dopo che si furono ripresi da febbre e vomito. Il medico le chiese, mentre vomitava nel secchio: “Piccerè, ma fusse maje che hai fumato le sigarette di papà?” Lei, donna d’onore, rispose: “Nommai” con un alito che sembrava ‘na sputacchiera di tabacco traboccante. A 12 anni fu il turno delle MS morbide. Il padre la mandava a comprarle ogni giorno dal tabaccaio che morì di cancro alla gola e che aveva i capelli lunghi come Mal quando cantava “Furia cavallo del West”. Era innamorata di Peter Graves. Vabbè, quella è n’altra storia. Fumò perché era incazzata. L’avevano lasciata in ospedale a fare da guardia al fratello paralizzato, sempre lui. Non vomitò. Le vennero, però, i capogiri alla prima sigaretta. Il gusto schifoso lo mitigò con una Polo. Da allora fumò sempre con una caramella o bevendo succo d’arancia. A 14 anni s’arrotolò e fumò una delle foglie di tabacco colte nella piantagione del nonno, sempre col fratello di cui sopra. BIG MISTAKE. Smise per un po’.  Ricominciò a 16 anni. Che quellollà le piaceva tanto, ma non se la filava. Anche la sua migliore amica iniziò a fumare. La sigaretta mattutina la fumavano assieme. Doveva sempre aspettarla, prima d’entrare a scuola, perché dopo caffè e sigaretta l’amica doveva andare a cagare. Diceva che così facevano tutti. Tutti si facevano d’eroina, all’epoca. Cadevano come le foglie d’autunno, ma d’overdose. Drogati… mah… Lei no, checcazzo.  Poi fumò le Cartier Vendôme: faceva figo. Poi fumò le Muratti: faceva sportivo. Un giorno decise di non nascondersi più e fumò davanti al padre che, guardandola disse: “Ah”.  E vorrei pure vedere! Poi emigrò. Dopo qualche spinello, senza alcun effetto, s’affezionò alle Silk Cut. Arrivò il tempo delle Camel. Si beccò una broncopolmonite e decise, a malincuore, che, forse, era l’ora di smetterla. Da allora, qualche volta, sogna di cercare disperatamente un tabacchino aperto, a mezzanotte. Drogati… mah…

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