‘Ndunè

1939. Donna Francesca, età 53 anni, detta “ ’a barona ” grazie al cognome e alla personalità altezzosa, entrò alle 13.30 nello studio del dottor Russo, tenendosi il ventre flaccido ma non troppo e barcollando mentre il marito Filippo, uomo mite e dolce, le stringeva la mano, non sapendo cos’altro fare. Le urla della moglie che poco prima aveva dichiarato, con assoluta certezza, che il diavolo le stava mangiando la pancia, l’avevano spaventato assai. Aveva lanciato dall’altra parte del quarto il cucchiaio di legno che stava intagliando e l’aveva accompagnata allo studio, passo dopo passo, attraversando le strade assolate di fine estate intente a sonnecchiare, cullate dall’oblio post-prandiale meridionale. Là Francesca ‘a barona s’era afflosciata sul pavimento dimenandosi come se fosse stata posseduta davvero. Continuando a urlare che il diavolo l’aveva scelta come vittima sacrificale, chiese d’essere uccisa con un paletto di legno prima di diventare strumento del demonio. Il dottor Russo, confuso più che mai, cercò di tirarla su, senza successo. La mole del donnone, poco aiutava. Si guardò intorno. Notò, con empatia, che Filippo s’era astutamente defilato andandosi a nascondere nell’uscio. Alle 13:45 tra urla, maledizioni e copiose lacrime nacque ‘Ndunè. La neonata era talmente piccina che si teneva in una mano. Francesca ‘a barona, non avendo mai immaginato d’essere incinta, non ne volle sapere. Vai per una possessione e torni con una neonata? Non era cosa per lei. Misero ‘Ndunè in una scatola di scarpe e la diedero a ‘Ddilà, sua sorella maggiore. Il cassetto superiore della madìa diventò la sua culla. Dormì con le sorelle fino a quando, a 12 anni, la “trasferirono” da una famiglia facoltosa che aveva bisogno di una servetta. Là ‘Ndunè imparò a cucire, ricamare, leggere e ascoltare la musica. Andava al cinema una volta al mese a vedere i film con Amedeo Nazzari e Yvonne Sanson. Un giorno, precisamente come da disegno divino, incontrò uno che le rovinò la vita. Partorì 5 figli, uno migliore dell’altro (non per merito suo o di suo marito, però). Ebbe 4 nipoti femmine, una migliore dell’altra. A 57 anni divorziò e andò in pensione con la minima. Morale della favola? Bella merda, davvero, nascere al posto d’un mal di pancia.

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