Lei (come stai…?)

Come stai…? Hai visto come cadono le foglie quest’autunno? Mi prenderesti in giro. Tutto d’un tratto, le ho notate le foglie, finalmente. Mi sono seduta qua, su ‘sta panchina, dopo la messa della domenica ad aspettare te sapendo che non tornerai. Lo so, sono testarda e prepotente. Come stai…? Ci sono ‘sti tre puntini dopo la parola “stai” che mi innervosiscono. Eppure li scrivo. I puntini sospensivi significano tutto e niente. Sospesa sì, mi sento sospesa. Perché non t’ho chiesto una marea di cose. In questa vita, con te, ho perso il treno che avrebbe portati entrambi a una meta comune. Sono salita, invece, sull’equivalente di Italo. Non m’hai capito, vero? Non è una novità. Ecco, è come s’avessimo percorso la stessa tratta, nello stesso giorno, fino a tre o quattro fermate prima del capolinea… ma ognuno s’un treno diverso. Hai capito? Così mi sento. Come stai…? Quella lettera che mi chiedesti di darle l’ho tenuta per me perché, alla fine, io t’amavo veramente e tu m’hai tradito. Ho fatto al contrario di Seta di Baricco. Te lo regalai cercando di farti capire che sapevo, ma non ne avrei parlato. Come stai…? Non t’ho chiesto una marea di cose. Guarda quella foglia come danza nell’aria, prima di adagiarsi silenziosamente sulla terra fredda e scura. Guardala. Sto facendo pensieri strani, sai? Ieri mi sono chiesta se ti ho mai davvero conosciuto. Se me l’hai mai davvero permesso. Poi ho iniziato a piangere. Non voglio piangere. M’hai tradito. Al posto dei 3 puntini c’avrei dovuto mettere “dentro”, ora lo so. Come stai “dentro”? Ma non l’ho fatto perché il mio dolore, ormai, irrancidiva ancor di più le mie viscere. Le mie catene s’intrecciavano ancor di più intorno a me, arrugginendosi col sale delle mie lacrime che vi s’insinuavano lentamente, una dopo l’altra, perché, solo ora, mi rendo conto ch’è facile amare chi è facile d’amare. È facile amare chi ci fa stare bene. É facile amare chi male non ci fa. Dove sei? Guardami. Guardami e abbi il coraggio. Coraggio d’ammettere di non avermi amata senza volere nulla da me. Coraggio d’amare chi t’ha ferito, leso, offeso, abbandonato. Perché, solo allora, credimi, potrai dire d’avermi veramente amata.

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