L’altra (lezione)

L’unica cosa che ti farà veramente stare male, proprio tanto, è il fatto che non potrai urlare. Non potrai sbatterti in terra, ufficialmente. Non avesti e non avrai mai alcun diritto. Questo, alla fine, se proprio s’ha da dire, sarà il tuo “dolore finale”. Fare l’amante è una merda. Fare l’amante che non pensava mai nella vita di fare l’amante, è una doppia merda. Fare l’amante, che tutti sanno che tu sei l’amante ma nessuno dice niente, è una tripla merda. Fare l’amante con la tripla merda, continuando ad amare, è faticoso assai. Perché, al termine di ogni fottutissimo giorno, quando ti specchi, devi trovare sempre un sapone nuovo per levartela di dosso, quella merda. Poi, un bel dì, lui muore e tu rimani là, col tuo triplo strato di merda solidamente incrostato addosso, a sbattere la testa per terra dal dolore, mentre annaspi cercando di respirare, tra un conato e l’altro. E, mentre stai vomitando l’anima, ti viene in mente che i sovrani Mesoamericani, quando morivano, venivano seppelliti con servi e concubine affinché continuassero a servirli anche nell’aldilà. E piangi ancor di più perché, pur non essendo una concubina mesoamericana, nel tuo infinito amore, saresti andata oltre, assieme a lui. E così per ore, giorni, settimane, mesi. Finché, un giorno, mentre versi l’ennesima lacrima pensando al sovrano mesoamericano, ti viene in mente che, magari, un bel vaffanculo ci può anche stare. Lotterai sicuramente. Lotterai con 2 di te stessa. Una che dice che devi fare l’amante che soffre di nascosto, perché ti devi assumere la responsabilità d’aver amato chi non dovevi amare. L’altra che risponderà che, ad amare, s’è sempre in due. Ecco, questo vuol dire fare l’amante. Ora lo sai. Tradirai. Mentirai. Celerai segreti nel tuo cuore. Ebbene sì. Ma, MAI nessun dolore irrancidirà le tue viscere. Nessuna catena ti s’intreccerà intorno arruginendosi col sale delle tue lacrime, perché avrai compreso ch’è facile amare chi è facile d’amare. È facile amare chi ci fa stare bene. É facile amare chi male non ci fa. Ti guardino negli occhi, coloro che giudicano, sapendo che ci vuole coraggio ad amare chi t’ha ferito, leso, offeso, abbandonato. Perché, solo allora, credimi, potrai dire d’avere veramente amato.

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