Hello! col punto esclamativo

“Mickey, per favore, dai da mangiare ai pesci mentre sto via?” Figurati. Ti piace, la ragazza italiana. Tu, muratore irlandese, ubriacone solo di notte, non gliel’hai mai detto ma… Per una scusa o un’altra, ti fai vedere sempre quando senti che scende giù, dal secondo piano. Nelle case inglesi è facile sentire gli altri che scendono dai piani alti. Tutto di legno. Tutto dolcemente scricchiolante, ovattato, rassicurante. Quando lei scende, saltella. Ti vien da sorridere. Ne riconosci il saltello. Com’è che ti piace così tanto? Perchè sorride, forse, quando ti dice “Hello!” col punto esclamativo. Questi italiani… hanno la bandiera quasi come la nostra. Ma loro mettono il punto esclamativo alle cose. Lei sicuramente. Gli altri, non lo sai. Non ne conosci tanti d’italiani. Ma lei… . L’hai sentita piangere, raccontando certe cose alla sua coinquilina. Avresti voluto consolarla ma, certe cose in Irlanda non si fanno. Così l’aiuti coi pesciolini. Ha fatto partorire una pesciolina in una vaschetta grande quanto n’insalatiera. Robadapazzi… Ora ha circa 60 pesciolotti che vagano impazziti nel grosso bidone dei cetrioli in salamoia riciclato. Ricicla tutto, lei. Naturalmente, per il timore di non dargliene abbastanza, li affoghi tutti nel mangime. Oh, la tristezza. T’ha fatto male al cuore vederla dirti “never mind” mentre, sconvolta, fiondava tutti i pesciolotti giù per il cesso. Per scusarti, sentendola sempre ascoltare Riverdance a manetta, l’hai portata allo spettacolo che si teneva ad Hammersmith. È stato bello. Lei era felice. Tu pure. Per la prima volta, nella tua vita, dopo la cresima, hai messo la cravatta. Poi, di ritorno a casa, hai cercato dolcemente di baciarla ma lei, gentilmente, t’ha detto che pensa a un altro. E tu, che già lo sapevi perché anche alla coinquilina l’ha detto settimana scorsa, hai risposto che, comunque, per lei ci sarai sempre. Lei t’ha abbracciato forte, ringraziandoti. Poi, ti sei fatto tatuare una sirena alta mezzo metro sulla schiena, con il suo viso. Quando l’ha vista non smetteva di ridere felice e dirti ch’eri pazzo. E tu hai risposto, sì, pazzo di te. Una mattina d’autunno se n’è andata via senza salutare. A volte, però, sorridendo nostalgicamente, si domanda se c’è ancora quella sirena tatuata sulla tua schiena.

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