Pandoro o….?

Davanti a Poggioreale c’erano le bancarelle. Era buio. Mattina o sera, poco importa. Il buio, quand’è buio, s’è appena arrivato o sta per andarsene, non varia la forza dell’angoscia che arreca. Sempre buio rimane. I bambini queste cose le vedono. I bambini queste cose le sentono. Un mangianastri appeso ad una transenna trasmetteva “Lacreme napulitane”. Mario Merola guaì “…sta pe’ trasì Natale”. Guardava, affascinata, le luminarie. Mamma chiese se voleva un tarallo di zucchero. Uno solo però, che non aveva tanti soldi. Annuì, felice. Le piacevano i taralli di zucchero. Negli anni, quando ne avrebbe mangiato uno, tutte le sensazioni del mondo l’avrebbero teletrasportata indietro a quel momento, quei rumori, quei profumi, quel buio, quell’essere bimba di 7 anni in fila con gli adulti, davanti a Poggioreale, aspettando d’entrare per incontrare i carcerati la settimana prima di Natale. Mamma la teneva stretta per mano. Dissolvenza. Memoria del ciottolato all’ingresso. Poliziotto che perquisisce. Interno.  Semiombra. Una parete a destra. Una parete a sinistra. Di fronte, un vetro attraverso il quale vedeva il padre. Strano, non poterlo toccare, abbracciare. Lui parlava, parlava. Mamma annuiva, annuiva. Lui sorrideva. Mamma no. Faceva paura, quando sorrideva. Sorrideva con la bocca; non con gli occhi. I bambini queste cose le vedono. I bambini queste cose le sentono. Poi disse che le avrebbe fatto un regalo. Che doveva far scorrere lo sportello orizzontale che aveva davanti. Che i padroni del posto dove stava lui ora gli avevano regalato una cosa bella che lui voleva dare a lei. “Chiudi gli occhi” disse. Lei ubbidì. A papà non si disubbidisce. Sentì lo sportello scorrere dalla parte del padre. Le chiese di aprire gli occhi e di far scorrere lo sportello orizzontale. Quando vide il panettoncino Motta monoporzione pensò ch’era bellissimo. Uno solo. Tutto per lei. Regalo di papà.

Ora, quando va in Posta per spedire un pacco, le vien da vomitare a far scorrere lo sportello orizzontale per passare il pacco all’impiegato che la guarda strano. E tu vaglielo a spiegare. Spiegaglielo che i bambini queste cose le vedono. I bambini queste cose le sentono. Spiegagli perché i bambini, nel carcere, non ci devono andare. Spiegagli perché a Natale lei non mangia il panettone.

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