Vergogna

Sale a Bologna. I vagoni ormai vuoti. Notte. L’ultima fermata prima di Milano. La signora immagina sia un vecchio maniaco. Sembra Joe Cocker: viso butterato, barba sfatta, vestito di nero con giacca di jeans. Fa strano vedere quella giacca di jeans su un completo nero. Mah, pensa la signora. Si ferma davanti a lei imbambolato, sfatto da chissà quali droghe. Che lo sappiamo che anche a una certa età la gente si droga, no? Sembra chiedersi cosa fare su un treno. Sembra aver lasciato anima e cervello a Bologna. Le siede di fronte. Chiude gli occhi. La signora s’aspetta di sentirlo russare, ma non succede. Chissà come ha fatto a salire in prima. Squilla un cellulare. La signora apre gli occhi. Joe risponde con tono stanco e pesante; come se tutto il mondo gli stesse spingendo le parole fuori dalla bocca. “Ciao, no, non disturbi. Sto tornando a Milano.” “Certo, dimmi” “No, sto bene. Tranquillo” “No. È che è morta la mia compagna tre giorni fa. Sto tornando dal funerale. I figli hanno voluto seppellirla a Bologna” “Grazie. E’ stata una cosa inaspettata. Aveva solo 50 anni. Stavamo assieme da un po’.” Parla accarezzando la manica della giacca di jeans. Si tocca la barba, forse a volersi pungere per dirsi ch’è davvero successo. La signora sta male per essere cascata nel tranello tesole dall’abito che non fa il monaco. “No, davvero, dimmi. Oh, è un bel casino. Devi cambiare sistema operativo.” “No, affatto. Un file rimane in memoria anche se lo cancelli. Altrimenti noi tecnici come faremmo a recuperare certi documenti?” “Sì, certo, ma a pranzo no, ti prego. Ho un tale alveare in testa che non so nemmeno io dove sbattere.” Si stringe di nuovo, quasi tremando, nella giacca di jeans che non c’entra niente con quel nero che si porta addosso. Alla signora sembra di sentire un sighiozzo strozzato. Rabbrividisce. Maledetta aria condizionata. Ma forse è meglio così. Il freddo dentro va a braccetto col freddo fuori. Spesso non ricordiamo quando faceva caldo e si stava bene. Troppo spesso. Gli occhi si riempiono di lacrime. La signora prova dolore e vergogna. Dolore per lui che soffia gentilmente in un fazzoletto stropicciato. Vergogna perché…

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