Il cambiamento

Prima di quel momento non ci pensi mai. Prima di quel momento, incredibilmente, mai ti sfiora il pensiero; quasi non esistesse. Prima di quel momento non è nemmeno un pensiero occasionale. Invece, dovrebbe essere il primo quando ti svegli e l’ultimo quando t’addormenti. A monito. Perché ogni tua azione, ogni tuo pensiero, ogni tua emozione acquisisca un valore incommensurabile e una meta altrettanto preziosa.

Attraversa viale Umbria cercando di stare attenta ai mezzi; che gli autisti, quando piove, sembrano non vedere nulla e nessuno, specialmente la sera. La pioggia non le da fastidio. La ama. La pioggia porta via lo sporco, dentro e fuori di te. Sta andando a fare il solito esame, la solita visita annuale da donna matura. E vabbè, ci tocca. Poi, magari, per consolarsi, andrà al ristorante a mangiare una bella pizza, bagnata da una birra rossa ultra alcolica e un bel tiramisù, che bisogna gratificarsi, no? Arriva allo studio in anticipo. La dottoressa dice “Vabbè, già che ci siamo, facciamo pure l’eco-mammo… così ce la leviamo di mezzo, va bene?”. Fa una smorfia, ma acconsente. E vabbè, se pure questi soldi ti devi prendere, prenditeli; tanto ho già pagato il villaggio vacanze e l’aereo per le ferie, pensa lei.

Quarantacinque minuti dopo è seduta sulla panchina davanti allo studio. Ha dimenticato di aprire l’ombrello. L’intestino è attorcigliato nel terrore. Le lacrime si mischiano alla pioggia che scivola, noncurante, sulle guance arrossate. Le mani sono strette alla borsa che ha chiuso frettolosamente mentre scappava via dallo studio.

È nel preciso istante in cui ti viene detto che potresti morire, che ti rendi conto che non vuoi morire. Prima di quel momento non esiste nulla. Prima di quel momento è la vita di qualcun altro. Non la tua. Prima di quel momento non esiste nessuno a parte l’ecografista che ti dice che c’è una massa anomala; che bisogna fare la biopsia urgentemente. Seduta sulla panchina si chiede se quel Dio che ha deciso che deve fare la biopsia sa che deve andare a mangiare la pizza e che ha prenotato le ferie. È difficile accettare certi cambiamenti di piano ma, tant’è… alla fine non siamo mai noi a decidere. A capirlo prima.  

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