15 secondi

Sentì il fruscìo della tendina di velluto bordeaux che veniva violentemente tirata via dal maresciallo. Successe tutto in 15 secondi. Prendere o lasciare. 15 secondi. Ascoltò i passi decisi di Daniele allontanarsi  verso il sagrato mentre l’intestino gli si contorceva come s’avesse avuto un cesto d’anguille in pancia. Faticava a respirare. 15 secondi. Pensò mille cose. Com’era possibile che si riflettesse tutto sempre nell’intestino? Aveva letto su Focus che quell’organo governava corpo e mente. A ricordarselo, avrebbe messo della valeriana nel calice per officiare messa; non il vino. Davvero quello scemo coi baffi a manubrio aveva detto quello che aveva appena sentito? Perché gli batteva forte il cuore? Perché gli tremavano le gambe? Perchè stava là, fermo come un cretino? Perché sorrideva? Come gli stavano i capelli? Perché non aveva messo uno specchio nel confessionale? S’alzò di scatto, inciampando nella tonaca profumata di Vernel. Sbattè contro l’antico portone laterale; confuso com’era non s’era ricordato che doveva tirare, invece di spingere. Maledettallui. Fuori l’accolsero gli ultimi raggi brucianti, balsamici del tramonto. L’individuò. “Daniele!” tuonò attraverso la piazza Santamariammare. Il maresciallo si bloccò proprio mentre stava per attraversarla. Si voltò lentamente.

Sguardo di sfida. Labbra serrate. Respiro affrettato. Entrambi.

“Vieni qua!”

Incredulo uno, serio l’altro.

“Ora!”

Maffiàni non ci poteva credere. Ma lo fece. Arrivato davanti al prete disse: “Altri ordini, Sua Maestà Clericale? Giochiamo a unduetrèstella?”

“Non mi vien da ridere, Daniele.” Il luccichìo negli occhi e il sorriso compiaciuto lo smentivano.

“Nemmeno a me, Ignà. Chetticredi?” S’accorse del luccichìo e del sorriso di cui sopra. Due battiti in meno al cuore. Vuoi vedere che…

“Dobbiamo parlare, Daniele. Non è roba da poco.” Dio mi perdoni, ora che ti stai passando la mano nei capelli, vorrei farlo io.

“Niente da discutere. Sono venuto solo perché non smetto di pensare a te! Quest’è e questo rimane. Di che vuoi parlare? Della nostra data di matrimonio?!” urlò il maresciallo.

Perfino i passeri s’azzittirono.

Padre Ignazio si sentì tirare la manica. Si voltò, sguardo stordito. Annina e le sue amiche prefiche che s’erano attardate a spettegolare dopo la messa avevano assistito a tutta la scena. La vecchietta sorrise mefistofelicamente dicendo: “Padre Ignazio, permette? Per le bomboniere, suggerisco i centrini.”

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