Massimo Ranieri

Gentile Posta del Cuore, sono innamorata di un uomo, ma non so se è reciproco. A volte mi guarda di sottecchi, altre no. Quando viene in negozio (è cliente da molti anni) a comprare il pane mi chiede sempre la michetta con la mollica morbida. Io sorrido, faccio battute sulla mollica morbida. Lui ribatte scherzosamente, ma poi mi nascondo in cucina che non so se ho osato troppo perchè poi, lui paga e se ne va senz’altro dire. Come faccio a capire se è interessato? Come?! La ringrazio per la considerazione e, magari, per suggerirmi qualche espediente per capire meglio cosa prova. Firmato: Panettiera di Sondrio Accaldata.”

“Gentile Panettiera Accaldata, ho letto la sua missiva mentre la radio diceva che settimana prossima arriverà un asteroide che cancellerà tutta l’umanità. Ora, io non so se è vero oppure no ma… dopo aver ascoltato questa notizia, sono andata a fare una passeggiata in spiaggia, sempre tenendo in mano la sua missiva. Gentile Panettiera Accaldata, camminando sulla battigia, mi sono guardata indietro e ho visto le mie orme. Non le dirò nulla di poetico, badi. Le dirò solo che, in quel preciso istante m’è venuto in mente Massimo Ranieri che cantava “Se bruciasse la città”. Ora, io mi chiedo, le chiedo e chiedo ai gentili lettori che ci stanno leggendo: possibile mai che la gente debba davvero sempre aspettare che bruci questa cazzo di città per andare da qualcuno e dirgli che l’ama o per andare da chiunque altro a dire qualcosa d’importante che davvero importante è? Possibile mai che ci si debba rendere conto solo quando abbiamo il fuoco a culo che dovevamo fare delle cose oppure che non dovevamo farne delle altre? Possibile mai che Massimo Ranieri non vi abbia insegnato proprio nulla? Possibile mai che per tutti questi anni lei abbia fatto battute sulla michetta farinacea senza mai offrire la sua, di michetta, a questo gentil cliente? E poi, se anche fosse che lui rifiuta, sa quale sarebbe il problema? Se lo lasci dire: il problema è che è sempre meglio non sapere e vivere nel dubbio, che sapere ed EVOLVERE, seppur con dolore. L’ultima domanda che le farò, dunque, è questa: lei vuole evolvere?

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