Mon Dieu

Parigi è sua, nonostante le intemperie. Apre la cartina, reggendo l’ombrello, cercando gli occhiali da presbite e aggiustandosi il cappello in lana spessa. Quando si dice donna multitasking. Sorride chiedendosi se mai qualcosa, di tutti i sacrifici che ha fatto, tornerà indietro e… “Mademoiselle, vous avez besoin d’aide?” Scoppia a ridere. Ecco, non è che lui abbia una faccia strana, anzi. Però, ride perché, a quasi cinquant’anni, sentire uno che la chiama “Signorina” è divertente assai. Mademoiselle… Non ha pensato che fosse pazza. Ride con lei. Ridere assieme a qualcuno senza aver bisogno di spiegarne il perché; non le succedeva da tanto. S’avvicina, prende l’ombrello dolcemente dalla sua mano lo chiude. Poi s’unisce a lei, sotto il suo, d’ombrello. S’accosta quel tanto per posarle la mano sui fianchi. Brividi. E non è il freddo. Iniziano a camminare, silenziosamente. Come un ballerino che guida la partner danzante, le fa strada. Lei non ricorda più dove doveva andare. Mon Dieu, la vita è davvero strana. Come una ballerina (un po’ intontita) si lascia guidare nel suo primo valzer a Parigi, con lui che la ubriaca di parole. Davanti all’albero di Natale di Place Vendome lei sorseggia i suoi sussurri che le riscaldavano le guance. Scendendo le scale del Metro, mano nella mano, ingolla le sue risate come un corposo vino rosso. Lo stringe più forte sentendosi stringere più forte, a sua volta, la mano. Daventi all’entrata del Louvre lui si china lentamente per baciarla per la prima volta. Due ore dopo lei saggia gli angoli della sua bocca che sanno ancora di quel Beaujolais Nouveau che avevano condiviso in quel bistrot vicino a Notre Dame poco prima. “Tu sais que tu est belle…” le sospira lui sulle labbra. Ammaliata, risponde: “Est une question ou une déclaration?”. Così poco tempo. Così tante cose vissute. Erano già compagni d’una vita. Mon Dieu… Sembrava, davvero, non essersi mai lasciati. Mai. A casa di lui c’è voluto per amarsi. Eternità. Sembrava d’essersi immersi nell’eternità. Chiude gli occhi, felice, tra le sue braccia mentre le accarezza la spalla. Fanno progetti per il futuro, assieme…

È in quel momento che un cliente chiede: “Signorina, scusi, quando è possibile venire a ritirare la pensione?”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...