Galeotto il tricco-tracco

Al quarto piano di Via Nazionale delle Puglie ci abitavano le famiglie di Don Ciccillo Guarnera e del Signor Amedeo Grippa. Don Ciccillo era un anziano camorrista che veniva “mantenuto” da molti anni, ormai. Lui, di “cose”, ne sapeva (e aveva fatte) tante. Il Signor Grippa, invece, era un mite, incensurato impiegato delle poste, anche lui in pensione. Don Ciccillo era molto cortese con il Signor Grippa. Il Signor Grippa era molto cortese con Don Ciccillo. Si sorridevano ossequiosamente e si davano sempre del voi. A quanto pare, però, si schifavano entrambi anche se abitavano accanto da almeno 45 anni. Le due famiglie, appena sposate, s’erano trasferite nel palazzo appena costruito e avevano avuto tre figli a testa, che avevano preso strade consone ai capifamiglia. Anche ciò li separava, oltre ai muri. C’era, però, una notte particolare che riuniva le due famiglie: Capodanno. Così come in America i vicini fanno a gara con le luci natalizie, in Italia, il Signor Grippa e Don Ciccillo si sfidavano silenziosamente a chi faceva più spettacolo con i botti “innocenti”; chiamati così perché le mogli esigevano, da sempre, botti che non fossero pericolosi per i bambini. Quella notte la gara tra trezziole, tricchi-tracco, trònole per gli uomini e stelletelle per i bambini, sarebbe stata fantastica! Iniziarono a sparare già prima della mezzanotte. Il due uomini, dai balconi adiacenti, si guardavano sorridendo sinceramente. A un certo punto, però, un tricchi-tracco esplose nelle mani del Signor Grippa che si vide amputare all’istante tre dita davanti allo sconvolto Don Ciccillo che saltò, senza pensarci un attimo, nell’altro balcone urlando: “Amedè mannaggialamadonna! Ma sì proprio strunz!! Ma non li sai lanciare? E mò? Non guardare! Ti porto al Cardarelli! Stai sveglio! Se muori tu, con chi sparo i botti io?! Amedè, nun è niènt! N’aggio viste di peggio! Stai tranquillo Amedè!!” Trascinò in auto il Signor Grippa che non la smetteva di ringraziarlo e sgommarono assieme verso l’ospedale dove caddero, oltre alle dita, anche i muri emotivi. Mogli e figli di entrambi, più sconvolti dalla reazione di Don Ciccillo che dal danno alla mano del Signor Grippa, aspettarono il loro ritorno consci del fatto che, a volte, l’amicizia non ha bisogno di parole.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...