Il cuore inzuppato nei ricordi

Qualla casa di campagna non c’è più. Almeno, non è più così come la ricordano Irene e Felicina. Non è più la stessa, solitaria casa padronale che si stagliava con le candide mura nella pineta profumata, prima della spiaggia. Le due donne anziane sostano davanti al caseggiato che ora la sostituisce. C’è rimasta solo la discesa che portava in cucina, sul retro, verso la porcilaia. Da bambini anche le cose piccole sembrano grandi. E le cose grandi, quando ci ritorni in quei posti da grande, si rivelano piccole. Ad ogni buon conto, la percezione delle cose che abbiamo a una certa età, poi, non si rivela mai la stessa; foss’anche solo un anno dopo. Perchè? Boh… Probabilmente perché inzuppando il cuore nei ricordi quotidianamente conosci cose nuove, più piccole o più grandi, che modificano e razionalizzano la “grandezza” emotiva di altri ricordi. Nulla rimane com’è, purtroppo…. o grazie a Dio? Non lo sapremo mai. Hanno lasciato Santamariammare perché Irene ha letto del ritrovamento di Marisa. Pensavano di tornare qua ch’è sempre stata casa loro ma… Guardano la discesa che conduce alla cucina, sul retro. A entrambe vengono in mente ricordi diversi. Felicina stringe la mano a Irene. Ogni anno, in quella splendida casa, poco prima di Natale nonno e zii legavano le zampe d’uno dei maiali ch’erano stati amorevolmente accuditi per tanto tempo dai nonni e poi lo sgozzavano. Guadagnavano bene coi maiali. La porcilaia era proprio dietro la cucina. Certi momenti non si dimenticano mai. Le urla del maiale, che sicuramente s’era accorto ch’era arrivata la sua ora, non le dimenticheranno mai. La nonna faceva il sanguinaccio qualche giorno dopo col sangue rappreso ch’era stato raccolto mentre lo sgozzavano. Del maiale si mangia tutto. Il sapore dolciastro del sangue, la puzza della carne sbollentata per togliere i peli… Nonna che pulivano la discesa… Marisa… Il maiale che urlava. Non era Marisa? Oh, i ricordi si confondono. S’era svegliata, la notte prima di partire, che le sembrava di sentire Marisa urlare. “Ma i maiali urlano?” Oh, Marisa che… “No, Felicina, i maiali grugniscono”. “Ma, Marisa che c’entrava?”“Lascia perdere Felicina. Non pensare a Marisa, ora. Entriamo e vediamo se mia nipote ci ospita, va bene?”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...