Ladra

I basement di Londra sono appartamenti che si trovano sotto il livello del marciapiede. Sono meravigliose visioni dall’alto della vita degli altri. Di solito la camera “visibile” ai passanti è la cucina o, even better, la reading room. Bellissime, nella loro quieta ed intima atmosfera. Gli inglesi ne decorano fantasiosamente il “window sill” (“davanzale interno”). Puoi trascorrere giornate intere ad osservare la vita degli altri passeggiando sui marciapiedi inglesi. Sta tornando a casa, in Sinclair Road. É durante uno di quei ritorni solitari che, una sera, che si prefigge l’“obiettivo” del cuore, l’obiettivo di equilibrio emotivo da raggiungere. Buio, nevica. Le semplici tende della finestra del basement s’allungano accarezzando la moquette beige. A destra vede un vecchio divano in pelle marrone. Una lampada su un comodino antico a lato del divano emana una calda luce rosa-arancione. Di fronte al divano c’è un tavolino in legno, televisione spenta, camino acceso. Un’altra lampada illumina l’altro lato della stanza. Sul tavolino sono impilati disordinatamente una decina di libri, qualche giornale, altri suppellettili. Luci gentili e timide di faretti puntano sulle stampe di alcuni quadri. Note di rosso, bordeaux, verde scuro. Sul davanzale altri libri e, forse, un’erica. La cosa più bella? Sul divano c’è una persona che legge un libro, sembra avidamente, senza curarsi del mondo. Una tazza fumante sul comodino alla sua sinistra, le gambe allungate sul tavolino. La cosa ancora più bella? Musica. Satie. Lei adora Satie. È l’unica volta che si ferma. Di lato… per non esser vista. Osserva i piedi sul tavolino. Sorride. Non lo sa ma sorride di felicità. Perché è pace, serenità. È tranquillità, calma. È quiete, dolcezza. È calore, protezione. È rifugio, sollievo. È gioia e completezza della tanto anelata solitudine. Si chiede se è felicità. Non potendosi rispondere, perché non la conosce e non la sa distinguere, pensa che, forse, è solo un momento buono di quel tempo e quello spazio di quella persona che ne sta godendo, inconsciamente probabilmente? D’altronde, fosse veramente felicità, allora… forse in quel momento lei ne è testimone e, pertanto, è ladra di un attimo di felicità? Già… forse, quelli che guardano oltre le finestre degli altri, sono ladri di momenti del cuore degli altri.

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