Dormire

Vorrei dormire. Sono diretto in ufficio. M’aggiusto lo scroto automaticamente, mentre freno. Mi volto distrattamente a sinistra. Una ragazza sta tirando un piumone su da terra. E’ nascosta tra due auto accostate nel parcheggio di Viale Papiniano. Sbadiglia. S’aggiusta gli abiti con i quali ha dormito. Una lunga gonna, un golfino. Accanto a lei, un ragazzo. Non avranno nemmeno 18 anni. Lui si scrolla qualcosa di dosso. Tirano su le coperte dove, durante questa notte infame, hanno dormito. Almeno loro. Due giovani che dormono per strada, avvolti nei piumoni rubati chissà dove. Lei mi guarda. Volto la testa, vergognandomi. Non si dovrebbe sbirciare in casa degli altri. Non si dovrebbe. Da giovane avrei dormito anche sul ghiaccio. Ricordo questo, mentre li guardo. Penso. Da qualche parte c’è un padre che non sa che sua figlia dorme per strada. Da qualche parte c’è un padre che non sa che suo figlio ha offerto, come giaciglio per la notte, l’asfalto gelido di Milano a una giovane donna. Da qualche parte ci sono due ragazzi giovanissimi che se ne fottono del mondo. Verde. Riparto. Mi vien da piangere. Male al petto. Per loro. Per loro che chissà dove poseranno il piumone stanotte. Per loro che non hanno casa. Oppure no? Oppure piango per altro? E’ mai possibile? E’ possibile piangere per una cosa mentre, in realtà, stai piangendo per qualcos’altro, inconsciamente? Eppure sono tranquillo. Davvero. Sono tranquillo. Me lo dicono tutti. Però, piangere… Piango e penso… Sì, ho macchina, casa, figli che per strada ci camminano e basta, moglie amorevole, lavoro soddisfacente, amici, famiglia integra, ricordi bellissimi di “lei” quando stavamo assieme. E mi rendo conto che, oramai, non ho più scelta. Non ho più la possibilità di scegliere se dormire in mezzo alla strada oppure no. Non ho più la possibilità di “sognare” in mezzo alla strada. Alla fine, se ci pensi, non siamo mai soddisfatti d’un cazzo. Torno indietro ai miei pensieri e alla lista di cose che “ho” e mi rendo conto che, se la psicologia non mente, è sempre una delle ultime cose di una lista, quella alla quale devi prestare più attenzione. Quella, di solito, ti dice ciò che non vorresti sentire.

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