Tu, come me…

Vorrei dormire, ma penso alla magnolia che ha germogliato. Ha germogliato e piangevo. Che, davanti a un germoglio, non ci si dovrebbe rattristare. I germogli sono nuovi inizi, forti speranze, orgoglio rinnovato, sogni da sognare. Non dormire… Poi ho pensato: tu sì, noi no. L’ho accarezzata immaginando quanto sarà bello curarla e amarla. Ha delle bellissime foglioline. Quando lui mi aveva dato i semi che avevamo raccolto assieme sotto quell’antico albero, avevo messo da parte quelli che mi aveva dato lui. Solita sentimentale… Cretinamente, sai, avevo pensato che se i semi che mi aveva dato lui avessero mai germogliato, allora, tra di noi sarebbe fiorito qualcosa di ancora più bello. Come un incantesimo. Ma è difficile che noi si vada oltre, in questa vita. Che cretina. Che cazzo ne sa un seme di me, di lui, di quello che c’è tra le pieghe dei nostri cuori, delle nostre anime che si rincorrono dalla notte dei tempi? Si fanno delle scelte, in questa porca vita, che fanno male. Male a noi per non farlo ad altri. Dolore a noi per non addolorare gli altri che, poi, si permettono pure di giudicare; a servizio reso, però… Bello, parlare dopo. Scelte necessarie, per non morire dentro. Scelte che ti fanno dire che non vuoi più continuare a pagare pegno sapendo che hai una preoccupazione in più e non una gratificazione in più. Scelte che, magari, il destino fa per te perché tu non sei pronto, in quel preciso momento, a subirne le conseguenze. Perché piango? Perché è triste. Perché io ci credevo. Perché non mi piace perdere. Perché se ce la metti tutta, di solito, nei film dicono che hai successo; e qua no, invece. Ma ce l’ho messa tutta? Sì, lo posso dire. Perché piango? Perché avevo scommesso su di noi e ho perso. Perché non so nemmeno giocare a questo gioco e non so come ci sono arrivata in questa bisca clandestina che chiamano innamorarsi e perdersi. Perché ho puntato tutto sul rosso e non solo ho perso, ma la roulette m’è perfino esplosa in faccia. Chemmerda, quando scommetti e perdi contro l’ineluttabilità delle cose, della vita, della morte… perdi e basta. Massì, meglio dormire, và.

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