Sexy blues

Qualcuno sta suonando un sassofono alla fine del molo. Proprio alla fine del molo. Gli ultimi raggi del tramonto accarezzano il metallo dorato mentre la ragazza suona il sinuoso strumento volteggiandolo nell’aria salmastra, ad occhi chiusi. Fosse un film, sarebbe una bella ragazza dai lunghi, bellissimi capelli e un sexy tubino nero. Invece no. E alla scrittrice piace così. Che sia una ragazza magra, con i capelli castani che s’aggrovigliano in un caschetto tagliato male con una larga camicia bianca che le arriva a metà coscia, portata sopra i jeans stracciati. Suona ad occhi chiusi. Le cose più belle si fanno ad occhi chiusi, per “sentirle meglio”. Per assaporarle con l’energia dell’anima. Ad occhi chiusi. Anche la paura fa chiudere gli occhi. Vabbè… Ad occhi chiusi. Chissà se lo sente che c’è qualcun altro qua. Chissà s’è meglio l’alba e non il tramonto, pensa la scrittrice. Bisogna decidere. Alba, tramonto? Luce che nasce, bagliore che muore? Siamo sicuri che il tramonto muore e l’alba nasce? Chi l’ha deciso? Qualcuno deve decidere. La vita è fatta di decisioni. Ancor prima di nascere, iniziamo a prendere decisioni. Da qualche parte dell’universo che, sicuramente fa parte d’un meccanismo molto più grande di lui, riflesso, probabilmente, del più minuscolo meccanismo presente sulla Terra, perché tutto ciò ch’è grande è irrimediabilmente riflesso di ciò che è minuscolo, qualcuno ha deciso che doveva nascere e fare ciò che sta facendo ora. È il tramonto, sì. È il tramonto. Non c’interessa se qualcuno ha scritto che il tramonto è luce morente. Bisogna decidere che si può, e si deve, anche dissentire e farla diventare, invece, luce che dona migliaia di nuove prospettive lucenti. Che non sta scritto da nessuna parte che non puoi decidere, anche nel tuo giorno peggiore, d’accomodarti s’una panchina scassata del molo pensando che tra un po’ ti butti a mare per farla finita una volta per tutte e, invece, ti ritrovi a guardare per terra e capire che non t’arrenderai mentre osservi i granelli di sabbia che, ammonticchiandosi tra le pieghe delle mattonelle erose dal sale e dal vento, seppur minuscoli e inerti, sono vivi, parte di qualcosa di immenso, e stanno sicuramente amando questo momento, come te.

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