Le nubi sono già più in là

Bisogna sempre trovare qualcuno da odiare. Sempre. Altrimenti, che ci sta a fare la bile nella cistifellea? Altrimenti come facciamo a riappacificare la rabbia e l’amore? Esiste la pace? Altrimenti a chi potremmo mai dare la colpa per le cose che ci fanno capire che siamo fottuti e che è ormai troppo tardi per tutto? Il Signor Armando esce dalla macelleria e si siede fuori, al sole, accanto all’anziana signora Finizia che gli sorride nella maniera più dolce, intima che ci possa essere tra un macellaio cinquantenne, sposato felicemente, e l’anziana cliente novantenne che è segretamente (ma non troppo) innamorata di lui. Certe cose succedono. Le mosche verdi ronzano sul sangue ch’è colato dal camion che ha appena scaricato l’ultimo pezzo di carne. Nel piccolo paese i negozianti mettono le sedie di lato all’uscita per lasciar che gli anziani clienti ciappettino. È una bella usanza. Fa caldo. Passano tanti camion davanti alla macelleria del signor Armando dove la radio trasmette Caterina Caselli che canta “insieme a te non ci sto piùùùùù, guardo le nuvole lassùùùùù”. Davanti alla macelleria ci sono solo 2 sedie. Al signor Armando urta il fatto d’avere gente davanti alla vetrina. Lui ama sbirciare la vita che scorre nella strada e sorridere di tanto in tanto a Finizia che gli fa indicibile tenerezza. Un uomo lo sa quando una donna prova qualcosa per lui, specialmente quando lui prova null’altro. Bizzarramente anche Caterina canta proprio in quel momento: “…la tenerezza che non ho, la comprensione che non ho…” Finizia sembra arrabbiata, ma non si sa con chi. Poggia “casualmente” la mano fredda sul ginocchio di Armando. Chiede: “Oh, Armando, che bellissima giornata per andarsene vero?” Armando chiede dove. Lei risponde con una risata da bambina che nasconde la rabbia: “Via, ovunque, no?!” Agli sguardi civettuoli che s’incrinano sotto le rughe profonde dell’ultimo strato di pelle di carta-velina Armando ormai s’è abituato. Sorride. Ma certo, risponde distrattamente. Caterina sta finendo la canzone ”…e quando andrò devi sorridermi se puoi… si muore un po’ per poter vivere, le nubi sono già più in là…” Finizia s’alza, gli fa pat pat sulla spalla dicendo: “Allora io vado. Ciao Armando”. E poi si butta sotto il camion.

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