Proprio niente

Quando la vide la prima volta non provò nulla. La seconda volta che la vide, pure. Meno della prima, forse. La terza, figuriamoci. Com’è che si dice in italiano: “Non provo proprio niente?”. Così? Ok, allora era proprio così. Proprio niente. E lo sapeva ch’era peccato. Lo sapeva che se l’avesse mai detto, l’avrebbero rinchiuso. La guardava e provava ZERO. E certo che si sentiva in colpa perchè non provava nulla. Glielo facevano notare tutti, inconsciamente, certo. Ma lui, niente. È tua figlia, dicevano. Lui sorrideva. È il tuo sangue, diceva il padre. Lui sorrideva. Guardi che carina, diceva la baby sitter. Lui sorrideva. È la nostra bimba, diceva la moglie. Lui sorrideva. La mia bellissima nipotina, diceva la madre. Lui sorrideva. Ha il tuo sguardo, diceva la cognata. Lui sorrideva. Ha il tuo sorriso, diceva il suocero. Lui sorrideva. Ha i suoi lineamenti, diceva la portinaia. Lui sorrideva. E non gliene fregava una minchia. Si ricordava, certo, come l’aveva concepita e, a dire il vero, “rivedendo” quel momento, provava una certa tenerezza. Pensare che una di quell’ultime propulsioni dei suoi lombi, avvenuta circa 10 mesi prima, aveva eiettato qualcosa nel corpo di sua moglie che s’era unito ad altro ch’era già dentro di lei, gli faceva annodare l’intestino con fili intrisi di dolce malinconia. Si, era carina MA. Quel MA non lo vedeva nessuno perché lui era bravo a sorridere. Quel MA rimaneva appeso tra l’amore che aveva provato per la moglie fino al momento in cui gli aveva fatto vedere, felice, lo stick e quello che pensò subito dopo. Certo che lo sapeva cosa cazzo volesse dire quella doppia riga. Lui era ginecologo, vuoi vedere mai? Lo sapeva che quelle due righe rosa, intrise di merdosissima glicoproteina prodotta dalla placenta, testimoniavano che un suo fighissimo spermatozoo s’era annidato là dove succedono i miracoli, senz’avvisarlo. E ora? Ora, alla luce della prima luna piena della sua vita di neonata, la guardava pensando che non provava PROPRIO NIENTE. Che quell’esserino aveva violato il corpo della moglie, l’aveva sformata, gliel’aveva rubata, l’aveva fatta stare male. Gli aveva rubato il suo amore, i suo floridi seni. Non l’avrebbe mai perdonata. Forse, un giorno… forse. Ora, però… NO.

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