Notturno

Un paradiso di bugie. La notte m’appartiene. È mia la notte. Due canzoni m’intasano il cervello. Pensieri alcolici. Mi ritrovo sul balcone, cercandoti nel buio, a piangere pensando che le lagrime faticano a scendere sulle guance quando gela. Per un cuore di donna una spada d’un re. Qualche mese fa scendevano più velocemente. Lo sai che che ci sono uccelli che cinguettano di notte proprio come fanno gli altri di giorno? Non lo sapevo prima. Prima. Scrivo meglio con le cellule inzuppate d’alcool. Su di noi il tempo ha già giocato, ha già scherzato. Non conoscevo la voce della notte di questa città che sembra vivere spingendosi verso l’alto, ma è maledetta da Dio e non sa che sta affondando inesorabilmente verso l’inferno, come me. Le bugie non invecchiano. Sulle tue labbra aiutano. Vivaci e stizzosi cinguettii alle 2 di mattina. Non l’avevo mai notato. Sto qua, al gelo, come ci stavo al caldo, mesi fa. Pago il pegno di volere ancora ammalarmi di te, raccontandoti di me. La notte m’appartiene. Non dormo più da molti mesi, ormai. Odio la parola “mesi”. Odio le parole che confinano il tempo. Odio il tempo che s’adagia mollemente, tra i ricordi di te, come un’obesa matrona romana svaccata s’un triclinio. È un’altra solitudine specchiata. Dove hai tenuto nascosto finora chi sei. Sono cinque, dicono, gli uccelli che cinguettano di notte: l’usignolo, il merlo, il tordo beffeggiatore, il tordo di Pallas e il succiacapre vocifero. Quando ami qualcuno meglio amarlo davvero e del tutto o non prenderlo affatto. Cinque. Perchè proprio cinque? Chennesannoloro? Magari ci sono un sesto o settimo che non si fanno vedere. Il buio nasconde molte cose. Su di noi il tempo ha già giocato, ha già scherzato. Il buio nasconde i rancori. Il buio nasconde le bottiglie di Aperol Spritz nascoste dietro la mia schiena. La verità non si sa come riconoscerla, cercarla nascosta nelle tasche, i cassetti, il telefono. Il buio nasconde troppe remore, troppe cose. Noi, supponenti, pensiamo di conoscerle tutte solo perché, di tanto in tanto, accendiamo la luce... Ti odio perché il meglio di me è stato con te. Ti odio. Celare i pensieri, morire da soli in un’alchimia di desideri.

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