Lezione d’inglese

Il pensiero attraversa la mente. Passa dall’altra parte e poi torna indietro. Certi pensieri tornano indietro anche se l’attraversano, la mente. Succede. Che uno, a dire il vero, potrebbe anche farne a meno, specialmente oggi ma… Giorno importante, oggi. Giorno di matrimonio. Giorno di chiesa, marito e moglie, insieme per sempre, finché morte non ci separi e tutto il resto appresso. Si guarda allo specchio. Non male, pensa. Nonostante l’età, non male per niente. La fighezza è uno stato d’animo. L’ha letto da qualche parte o è una stronzata appena inventata? Non importa. È la verità, comunque. Si sorride allo specchio. Anche di questo, il giorno del matrimonio, bisogna far le prove. Fosse mai ch’è rimasto qualcosa tra i denti, dalla colazione. Sì, ha fatto colazione. Che la prima volta ch’aveva infilato l’anello all’anulare, l’avevano dimenticato fino a sera rischiando il collasso. Al ristorante, tra le foto vicino al laghetto, le foto con tizio, caio e sempronio, il giro tra i tavoli a ringraziare per la busta, i giri tra i tavoli a distribuire le bomboniere, il trenino qua, ‘st’altra cosa di là, alla fine non avevano mangiato un cazzo. Mentre infila le scarpe, dopo aver poggiato il culo sul letto e finito di vestirsi, il pensiero ritorna. Stavolta si ferma. Lo ascolta. Forse una lezione appena tenuta? Il pensiero dice: “oggi vi spiegherò l’espressione inglese to get cold feet”. Sorride e guarda l’armadio. Ieri ne ha svuotato metà. Ha faticato un po’ a scamazzare uno contro l’altro tutti i suoi abiti che, da almeno 15 anni ormai, s’erano allargati anche nelle altre 4 ante a destra. Ha faticato davvero tanto. Prova a far entrare il tallone nella scarpa ma il pensiero, stavolta con prepotenza, salta la fila e si para davanti minacciosamente. Mò mi ascolti, sembra dire. Immagina i poveri vestiti impilati alla rinfusa nell’armadio. Anche i vestiti soffrono, sai? Sono atomi uniti da energia. Sono. Tutto ciò che è, può soffrire. Tutto ciò che è, può amare. Sono atomi di tessuto che soffrono. Odia la sofferenza. Prende il cellulare e scrive: “Scusami ma non ho più voglia di scamazzare i miei vestiti. Ti rimborserò tutto. Non voglio più sposarmi. Ho i piedi freddi.”

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