In my solitude

Strade assolate e vuote dove s’annidano cose buone e cattive. Un cimitero, una chiesa, quattro scuole, due cinema, qualche bar, tanta spiaggia libera, pochi ristoranti, nomi comuni di persone comuni. Felicina non riposa di pomeriggio. Se lo fa, dopo, ha sempre mal di testa. Tutta la famiglia, invece, va in letargo, dopo pranzo. Lei no; s’arricchisce di silenzio facendosela in bicicletta dalla pineta fino a un’accozzaglia di scogli e mare che poi chiameranno Miramare. Il cinema trasmette l’ennesimo film di Bud Spencer & Terence Hill. Alle 16:00 si riempirà di ragazzini che si sputano addosso dalla galleria. Pedalando davanti a villa Boselli sente una musica venire da lontano. Si ferma cercando di captarne qualche parola… “in my solitude…”.  Una voce di donna graffiante, rauca, triste, ipnotica le buca il cervello. E’ così sola, così disperata, così rassegnata. Si lascia trasportare verso una Citroën 2 CV rossa. Le portiere aperte. Dalle ruote cola dell’acqua. Qualcuno la sta lavando. Volume a palla. Con che coraggio, chiunque sia, osa violare il silenzio di questo paesino che finge di non conoscere peccato? S’avvicina per sbirciare chi è affondato nel cruscotto a spolverare. Le radici della sua cultura musicale s’intrecciano ai lunghi capelli di Rosanna Fratello che dice di essere una donna non una santa e di Gigliola Cinguetti che affermerà eternamente di non avere l’età… comode declamazioni pseudo-femministe. S’avvicina. Ne riconosce il didietro. Marisa. Non hanno mai parlato. La conosce. È pericolosa. Quando cammina per Santamariammare, la gente l’addita. Prostituta, drogata. Pericolosa. Ne ha fatte mai così tante. È più grande di lei. Ha fatto cose molto più grandi di lei. “Ciao… Non conosco questa musica. Chi è?” Non teme di chiedere. Il desiderio di sapere è troppo forte. Certi ricordi s’annidano nel cervello come i granelli di sabbia nelle fessure dei legni marci che trovi sulla spiaggia. Si volta. Le sorride. Quelle labbra, sembrava la stessero aspettando. Quanto è bella, Signore. Ma perché le cose belle le fai durare così poco? La musica continua. Guarda lo stereo, quasi ad incitarla a rispondere. L’altra pensa sia uno scherzo all’inizio, ma capisce che fa sul serio. Sospira. “Questa? E’ Billie Holiday. Ti piace?” Sì, le piace. Le piace proprio tanto…

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