Andarsi a perdere

Inizia dalla fine la storia di chi, un giorno, decise d’andarsi a perdere perchè non l’aveva mai fatto. Che, andarsi a perdere non è cosa da gente perbene, da gente organizzata. Qualche volta, però, bisogna. Qualche volta si deve andarsi a perdere, davvero. Perché ci sono momenti in cui vorresti essere capace di andarti a perdere, ma non lo puoi fare. Ci sono momenti in cui qualcuno te lo propone per la prima volta e pensi che sia un cretino irresponsabile. E ci sono momenti in cui pensi che non è poi così difficile. Come quel mazzo di chiavi che vedi rilucere tra l’erba bagnata una qualsiasi mattina di un qualsiasi lunedì. Qualcuno deve aver iniziato a correre improvvisamente, magari sorpreso dall’improvviso acquazzone. Qualcuno deve aver avuto il mazzo di chiavi in tasca o in uno zaino, magari in una posizione precaria e, via, eccolo, lo vedi?, il mazzo di chiavi salta giù per posarsi sull’erba pesantemente, mollemente, chiave dopo chiave, mentre la pioggia e i tuoni ne attutiscono il rumore, per sempre. Può un mazzo di chiavi perso farti pensare di volerti perdere anche tu? Si… perché no? Soprattutto quando lo vedi uscendo dall’ospedale dove s’è stati ricoverati e non c’è nessuno ad aspettarti o a venirti a prendere. E allora vai in stazione. Non guardi il tabellone. Dici all’impiegato incazzato con la vita: “Un biglietto per il primo treno in partenza, per favore”. Rispondi: “Nessuna. Mi va bene il capolinea.” all’impiegato, sempre incazzato con la vita, che chiede: “Scusi, ma quale destinazione?”. Cosa si prova a dire qualcosa del genere? Si prova qualcosa come: ho i soldi (che quelli bisogna sempre averli, purtroppo; soprattutto per fare cose di questo genere), ho la voglia e ho la salute. Sì, ho la salute, checcazzo. Stare in quell’ospedale per una settimana, è sembrato un anno. Vivere in quell’universo, parallelo all’inferno, è stato surreale. Semplicemente devastante. Guardare dal finestrone appannato la vita che scorre, letteralmente, oltre quel vetro, senza che se ne possa far parte, sentendosi estraniati, rifiutati, messi in pausa è stato orribile. Ed è così che si decide. Qualsiasi destinazione andrà bene. Basta andare. Finalmente potrà andarsi a perdere. Finalmente ci si potrà ritrovare, perdendosi.

3 pensieri riguardo “Andarsi a perdere

    1. Buongiorno a te, Sid! 🙂 Che piacere leggere un tuo commento. Vedo che apprezzi ciò che scrivo e mi fa molto piacere. Spero che quei 2 minuti di lettura ti facciano stare bene, in una maniera o nell’altra. E anche io auguro a te (e chi ami e ti ama) uno splendido 2121. 🙂

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