Onorare i ravioli

Ci ha messo solo mezz’ora. Mezz’ora è importante. Anche solo mezz’ora. È importante per onorare chi se lo merita. Mezz’ora al giorno, se vivono con noi; alla settimana, se stanno lontani, magari con una telefonata. Il pergolato di glicine profumato, sotto il quale sta riposando, le ricorda Dio. Quel Dio che dice di onorare padre e madre. Ma anche no. Se sono stati delle merde, che c’avrai mai da onorare? E così anche per gli altri. Dove sta scritto che bisogna sempre subire, perfino da chi t’ha generato o da parenti infami? Porgere l’altra guancia? Ma mica sempre, dai. Se non ce la sentiamo, non onoriamo una bella pippa di nessuno. Nonni, amici, genitori, portinaie… Se è gente che non ci onora, perché mai dovremmo farlo noi? Eliminiamoli semplicemente dalle pieghe della nostra anima scrollandola come una tovaglia dopo pranzo. Mezz’ora per onorare davvero, con la nostra presenza, il nostro affetto, il nostro interessamento. Sorride… Certo, se chiami nonna, mezz’ora diventa un’ora. Allora mettiamo il telefono sul vivavoce e facciamoci i fatti nostri. Lei parla, parla… Noi intercaliamo con “eh, sì…” che va bene sia nel male che nel bene. Onoriamo chi riteniamo giusto onorare. Mandiamo a cagare gli altri. I morti si onorano sempre. Anche quelli infami. Perché sono morti. Perché, da morti, finalmente sanno la verità. Vedono “dentro”. Scandagliano i nostri sentimenti. Non ci sono più barriere tra noi e loro. Non possono più negarlo. Chi ci conosce dentro, non può esserci più nemico, giusto? La morte è importante. Onorare i vivi che rispettiamo e i morti che sono morti. Sorride pensando alla suocera che, un Natale cucinò i ravioli agli amaretti. Al primo assaggio stette così male, ma così male, che mai più nel resto della sua povera vita ne guarderà uno nemmeno da lontano. Secondo lei, le stava talmente sulle palle che aveva avvelenato solo la sua porzione. Nulla di più schifoso di quei ravioli con il sugo di carne, la farcitura così vomitevolmente dolce… Disgusto all’ennesima potenza. La cosa più comica? Inghiottì, sorrise e disse che facevano letteralmente cagare. Forse è da allora che l’anziana l’ha odiata più dell’odio ufficiale di suocera per nuora. Evvabbè, chissenefrega. Quando morirà, la onorerà.

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